Salta al contenuto
17 Agosto 2026

Cuneo-Levaldigi: prospettive e criticità dello scalo aeroportuale

L'aeroporto di Cuneo-Levaldigi è al centro di un acceso dibattito. Scopriamo le diverse opinioni sul suo futuro e il suo ruolo nel sistema aeroportuale regionale.

Cuneo-Levaldigi: prospettive e criticità dello scalo aeroportuale

L’aeroporto di Cuneo-Levaldigi si trova al centro di un vivace dibattito politico e sociale. La discussione è stata riaccesa da un’interrogazione presentata in Regione Piemonte dai consiglieri Nadia Conticelli e Mauro Calderoni, che chiedono chiarimenti sulle prospettive dello scalo cuneese in relazione ai nuovi equilibri tra il sistema aeroportuale torinese e quello milanese.

La questione è particolarmente rilevante per la provincia di Cuneo, soprattutto in un momento in cui Levaldigi sta affrontando una fase di difficoltà, non nuova nella sua storia complessa.

Le prospettive di Caselle e Levaldigi

Conticelli e Calderoni hanno richiesto un’informativa specifica in commissione Trasporti e Infrastrutture per discutere delle iniziative necessarie a garantire che Torino Caselle continui a essere un’infrastruttura strategica per il Piemonte. Allo stesso tempo, vogliono comprendere quale possa essere il futuro di Levaldigi e se questo futuro esista.

Secondo i due consiglieri, Caselle sta vivendo una fase di crescita, mentre Cuneo si trova in una situazione più delicata. Per questo, chiedono una strategia regionale complessiva che valorizzi le diverse vocazioni degli scali e intervenga dove emergono criticità.

Il confronto politico riguarda anche il possibile rafforzamento dei rapporti tra gli aeroporti del Nord Ovest. Conticelli e Calderoni hanno espresso il desiderio di conoscere quali garanzie la Regione intenda chiedere per Caselle e quali obiettivi si sia data in vista della costruzione del futuro sistema aeroportuale del Nord Ovest.

Le diverse opinioni sul futuro di Levaldigi

Due interventi pervenuti alla redazione offrono prospettive diverse sul futuro di Levaldigi. Fabrizio Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, parte dai dati dello scalo cuneese per evidenziare le sue difficoltà.

Biolè cita i numeri dei passeggeri, sottolineando il calo registrato dopo la ripresa del 2026. Nel 2026, lo scalo ha registrato meno di 100 mila passeggeri, contro i circa 105 mila del 2026 e i 114 mila del 2026. Nel 2026 i passeggeri erano stati circa 160 mila.

Nella sua lettera, Biolè richiama anche i bilanci della Geac, la società che gestisce l’aeroporto, con perdite indicate in oltre 1,3 milioni di euro nel 2026 e quasi un milione nel 2026. Secondo Biolè, questi numeri mostrano una difficoltà strutturale dello scalo che non lascia presagire una sostenibilità economica nel prossimo futuro.

L’ex consigliere regionale riconosce l’impegno profuso negli anni da Amilcare Merlo e Gianni Vercellotti per sostenere l’aeroporto cuneese, ma sottolinea che la passione da sola non muove i conti né attrae vettori in misura sufficiente a garantire un equilibrio.

Biolè ritiene che negare l’evidenza dei numeri di Levaldigi o pretendere che una strategia regionale possa ‘salvare’ uno scalo che da anni non mostra i presupposti della sostenibilità, rischi di apparire poco intellettualmente onesto.

Tuttavia, Biolè non nasconde il dispiacere per l’eventuale declino dello scalo e invita Mauro Calderoni a guardare in faccia la realtà piuttosto che coltivare illusioni.

Una visione alternativa

Una lettura molto diversa arriva dall’Assemblada Occitana Valades, che propone di cambiare la prospettiva, puntando maggiormente sul rapporto tra aeroporto e vallate cuneesi.

L’associazione non nega le difficoltà dello scalo, ma suggerisce di trasformarlo in una porta di accesso turistica alle vallate. Secondo l’Assemblada Occitana Valades, Levaldigi non può essere solo lo scalo della pianura cuneese, ma deve diventare anche l’aeroporto delle valli occitane cuneesi.

Per realizzare questo progetto, l’associazione invita le amministrazioni comunali delle valli a impegnarsi maggiormente e propone di valutare nuove connessioni ferroviarie e di trasporto pubblico.

Tra le ipotesi indicate vi è una bretella ferroviaria che possa collegare l’aeroporto alla linea Torino-Fossano-Cuneo e, attraverso questa, alla Cuneo-Ventimiglia, con particolare attenzione alla valle Vermenagna e alla cosiddetta Ferrovia delle Meraviglie.

L’associazione propone inoltre di rafforzare i collegamenti in autobus con le vallate, per rendere l’aeroporto un vero e proprio hub turistico per la zona.

Il Biodistretto di San Gimignano risponde alle critiche

In un contesto completamente diverso, il Biodistretto di San Gimignano ha risposto alle critiche espresse dai consiglieri di opposizione sull’adesione dell’amministrazione comunale al progetto del Distretto biologico della Valdelsa.

Il progetto, che coinvolge nove Comuni delle province di Siena e Firenze, ha l’obiettivo di aumentare le superfici biologiche e costruire una strategia territoriale capace di collegare agricoltura, economia, ambiente e turismo.

Il Biodistretto di San Gimignano ha sottolineato che il progetto nasce dal basso, dalle aziende agricole biologiche e dai loro sostenitori, e che il ruolo decisionale prevalente deve rimanere nelle mani degli agricoltori.

L’associazione ha risposto alle critiche relative ai mercati, sottolineando che la vendita diretta nelle piazze costituisce una possibilità fondamentale per gli agricoltori e per la sopravvivenza delle piccole aziende agricole.

Il Biodistretto ha anche difeso il contributo di 2.000 euro previsto per l’avvio del Distretto, ritenendo legittimo che un Comune possa sostenere, anche economicamente, un settore in grave difficoltà come quello agricolo, soprattutto quando l’investimento produce benefici ambientali e sociali per l’intera comunità.

Il Distretto biologico della Valdelsa può

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.