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17 Luglio 2026

Dallo sviluppo sostenibile alla crisi petrolifera: un percorso storico

Dalla crisi petrolifera del 1973 alle definizioni moderne, scopri come il concetto di sostenibilità ha evoluto nel tempo e come le organizzazioni stanno adottando pratiche sostenibili.

Dallo sviluppo sostenibile alla crisi petrolifera: un percorso storico

Il concetto di sviluppo sostenibile è diventato un pilastro fondamentale per il futuro del nostro pianeta. Ma come siamo arrivati a questo punto? La storia della sostenibilità è un viaggio complesso che parte dalle crisi globali e arriva alle definizioni moderne.

Oggi, molte organizzazioni pubbliche e private adottano bilanci sociali o report di sostenibilità per allinearsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’economia sostenibile non si limita al profitto, ma mira al benessere e al miglioramento della qualità della vita.

La crisi petrolifera del 1973 e le sue conseguenze

Nel 1973, una crisi petrolifera scosse l’economia mondiale. A seguito della guerra tra Israele e i Paesi arabi, questi ultimi ridussero le esportazioni di petrolio verso l’Occidente e aumentarono i prezzi. La conseguenza fu un’ondata di inflazione e austerità in molti Paesi.

Questa crisi fu un punto di svolta. Per la prima volta, i Paesi occidentali iniziarono a considerare le fonti rinnovabili come alternative ai combustibili fossili. La crisi energetica del ’73 mise in discussione i fondamenti della civiltà industriale e il suo rapporto con le risorse limitate del pianeta.

Il rapporto sui Limiti dello sviluppo

Nel 1972, il Massachusetts Institute of Technology pubblicò il rapporto sui Limiti dello sviluppo commissionato dal Club di Roma. Questo rapporto, basato su una simulazione al computer, evidenziò che la crescita produttiva illimitata avrebbe portato al consumo delle risorse energetiche e ambientali.

Il rapporto suggerì che era possibile uno sviluppo sostenibile che non esaurisse le risorse del pianeta. Questo concetto iniziò a prendere forma nella prima metà degli anni settanta, culminando nella Conferenza ONU sull’Ambiente Umano del giugno 1972.

Le definizioni moderne di sostenibilità

Alla fine degli anni ottanta, l’oncologo svedese Karl-Henrik Robèrt coordinò un processo per definire sistematicamente la sostenibilità. Le Condizioni di Sistema emerse da questo processo includono aspetti sia ecologici che sociali.

Questa definizione è alla base del Framework di Sviluppo Sostenibile Strategico noto anche come The Natural Step framework. Adottato dai primi anni novanta, questo framework è stato utilizzato da migliaia di organizzazioni in tutto il mondo, tra cui IKEA dal 1990.

Le definizioni della World Conservation Union

Nel 1991, la World Conservation Union il UN Environment Programme e il World Wide Fund for Nature fornirono una definizione globale di sviluppo sostenibile. Questa definizione includeva l’idea di mantenere l’equilibrio tra uomo ed ecosistema.

L’economista Herman Daly definì lo sviluppo sostenibile come “svilupparsi mantenendosi entro la capacità di carico degli ecosistemi”. Questo concetto introduce l’idea che il consumo di una risorsa non deve superare la sua produzione nello stesso periodo.

Nel 1994, l’ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) fornì un’ulteriore definizione di sviluppo sostenibile, sottolineando l’importanza delle tre dimensioni: economica, sociale e ambientale. Ogni intervento di programmazione deve tenere conto delle reciproche interrelazioni tra queste dimensioni.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.