Dal 3 al 6 novembre la Fiera di Rimini ha accolto la 29ª edizione di Ecomondo, il più grande salone internazionale dedicato all’economia circolare. L’evento, promosso da IEG – Italian Exhibition Group, si è aperto con la presenza del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, del ministro delle Imprese Adolfo Urso (in videomessaggio) e di rappresentanti regionali e comunali, a simboleggiare l’importanza della transizione verso modelli produttivi più sostenibili.
Statistiche e protagonisti internazionali
Il complesso espositivo si è esteso su 30 padiglioni, per una superficie complessiva di circa 170.000 metri quadrati. Oltre 1.800 marchi hanno presentato le proprie soluzioni, con una crescita del 19-20% rispetto all’edizione precedente per quanto riguarda gli espositori esteri. Tra i partecipanti, 14 collettive internazionali hanno riunito più di 100 aziende provenienti da paesi come Austria, Germania, Canada, Cina e Svizzera. Il Messico è stato nominato paese ospite, mentre l’Africa Investment Hub ha offerto uno spazio dedicato alle imprese del continente.
Il nuovo K35 Diesel di Katay
Tra le novità di prodotto, Katay – marchio del gruppo DR Automobiles – ha presentato in anteprima nazionale il K35 Diesel. Si tratta di un veicolo commerciale a motore diesel con cambio a sei marce, telaio rinforzato e capacità di trasporto di carichi pesanti, pensato per la logistica urbana, l’edilizia e le emergenze. La gamma Katay comprende inoltre versioni ibride, elettriche e versioni specializzate per refrigerazione o officine mobili.
Programma degli Stati Generali della Green Economy
Parallelamente all’exposition, si è svolta la XV edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. La cerimonia di apertura ha visto la presentazione della Relazione sullo Stato della Green Economy 2026, che ha evidenziato progressi e criticità dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici. Il programma è stato ricco di oltre 70 appuntamenti, spaziando dal recupero delle risorse al finanza sostenibile, passando per la normativa europea e le prospettive per l’Africa e il Mediterraneo.
Constatazioni chiave del rapporto
Il documento denuncia una crescita delle emissioni di gas serra nel 2025, nonostante gli sforzi degli ultimi dieci anni, e sottolinea che il ritmo di riduzione necessario per il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) deve raddoppiare. Le fonti rinnovabili rappresentano ancora meno del 20 % del mix energetico nazionale, ben al di sotto della media europea del 25 %. Inoltre, la dipendenza energetica dall’estero rimane intorno al 74 %, evidenziando vulnerabilità geopolitiche e di prezzo.
Economia circolare: punti di forza e limiti
Il rapporto, tuttavia, riconosce che l’Italia eccelle nella circularità dei materiali, con un tasso di utilizzo secondario del 21,6 %, quasi doppio della media UE. Il valore aggiunto per chilogrammo di materiale è di 4,6 € di PIL, superiore alla media europea. Nonostante questi risultati, quasi la metà dei materiali impiegati proviene da importazioni, una percentuale molto più alta rispetto al 22 % europeo.
Nel settore idrico, l’Italia è il più grande consumatore d’acqua per uso civile e industriale in Europa, ma perde più del 40 % dell’acqua immessa nelle reti, con un riciclo delle acque depurate inferiore al 5 %. Anche la mobilità elettrica mostra segni di miglioramento: le vendite di auto elettriche sono passate dall’5,2 % all’8,4 % nel primo semestre del 2026, ma il trasporto pubblico resta sottofinanziato.
Conclusioni dall’evento
Ecomondo 2026 si è confermato come la piattaforma di riferimento per le imprese, le istituzioni e i ricercatori impegnati nella green, blue e circular economy. Oltre a presentare tecnologie innovative, l’evento ha offerto uno spazio di confronto critico sulla reale velocità della transizione ecologica italiana, ponendo l’accento su opportunità di efficienza e sul bisogno di ridurre la dipendenza esterna per raggiungere gli obiettivi del 2030.



