L’Intelligenza artificiale rappresenta una delle rivoluzioni tecnologiche più significative del nostro tempo, con un impatto profondo sull’economia, sull’ambiente e sulla vita quotidiana. Questo duplice volto dell’IA, che può essere sia distruttrice che creatrice di opportunità, richiede un approccio attento e regolamentato per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi.
Consumers’ Forum, un ente indipendente che riunisce associazioni di consumatori, imprese industriali e di servizi, ha recentemente incontrato l’eurodeputato Brando Benifei per discutere dell’AI Act europeo. L’obiettivo è accelerare la tutela dei consumatori e promuovere l’algoreticalo studio dei problemi etici legati agli algoritmi.
L’impatto dell’IA sul mondo del lavoro
L’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il mercato del lavoro. Secondo i dati citati da Consumers’ Forum, dal 2026 ad oggi, circa 425mila posti di lavoro sono stati persi a livello globale a causa dell’IA, di cui 142mila solo in Europa. Tuttavia, nello stesso periodo, sono stati creati 284mila nuovi posti di lavoro nel settore dell’IA.
Il 25% dell’occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all’IA, con percentuali più elevate nei paesi ad alto reddito (34%). Le professioni più a rischio sono quelle che includono attività ripetitive e componenti digitali facilmente automatizzabili, come l’assistenza amministrativa, il customer care, i cassieri e i traduttori.
In Italia, la domanda di competenze legate all’IA è cresciuta del 93%, segnando un trend significativo verso la digitalizzazione del mercato del lavoro. Tuttavia, oltre un miliardo di lavoratori nel mondo avrà bisogno di riqualificazione entro il 2030 per adattarsi a questa nuova realtà.
L’IA e i consumi online
L’intelligenza artificiale sta anche cambiando le abitudini di consumo. Un terzo degli italiani utilizza l’IA per indirizzare i propri acquisti online, con un valore potenziale pari a circa 22 miliardi di euro annui nel mercato dell’e-commerce italiano. Questo trend è destinato a crescere, con un valore delle transazioni online guidate da assistenti intelligenti che raggiungerà quota 310 miliardi di euro in Europa nei prossimi dieci anni.
L’impatto ambientale dell’IA
L’intelligenza artificiale ha un impatto considerevole sull’ambiente. L’International Energy Agency prevede che il consumo globale di elettricità dei data center raddoppierà entro il 2030, arrivando a 945 terawattora dai 415 del 2026. Questo consumo rappresenta il 3% dell’intera elettricità mondiale, coinvolgendo acqua, suolo e risorse naturali.
I data center IA generano tra il 2,5 e il 3,7% delle emissioni globali di gas serra. L’espansione di questi centri alimenta il consumo globale di acqua, energia e materie prime critiche. Secondo uno studio dell’Agenzia europea dell’ambientepresto i data center saranno il quinto paese consumatore di energia al mondo. L’Europa rappresenta già il 15% del consumo globale di elettricità dei data center, mentre gli Stati Uniti il 45% e la Cina il 25%.
Tuttavia, l’IA può anche offrire soluzioni per limitare il suo impatto ambientale. Può ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre i consumi energetici e gli sprechi e migliorare i processi produttivi. Furio Truzzi e Patrizia Modesti, presidente e vicepresidente di Consumers’ Forum, sottolineano l’importanza di utilizzare l’IA come strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone e non per governarla.



