Salta al contenuto
7 Giugno 2026

Nuovi standard di sostenibilità: cosa cambia per le imprese europee

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per semplificare gli standard di sostenibilità. Scopri le novità e l'impatto sulle imprese.

Nuovi standard di sostenibilità: cosa cambia per le imprese europee

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per rivedere gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e introdurre un nuovo standard volontario per le piccole e medie imprese (PMI). Questa iniziativa, parte del pacchetto Omnibus I, mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, mantenendo al contempo la qualità delle informazioni sulla sostenibilità.

La consultazione, aperta fino al 3 giugno 2026, rappresenta un passo fondamentale per semplificare la disciplina europea in materia di sostenibilità aziendale. La Commissione europea ha dichiarato che l’obiettivo è preservare la qualità delle informazioni sulla sostenibilità riducendo al contempo la complessità della reportistica.

Riduzione dei datapoint: meno burocrazia, più efficienza

Uno degli aspetti più significativi della riforma è la drastica riduzione dei datapoint richiesti dagli ESRS. La Commissione stima una riduzione di oltre il 60% dei datapoint obbligatori e di oltre il 70% del numero totale di datapoint. Questo taglio si tradurrà in una diminuzione dei costi di rendicontazione superiore al 30% per impresa.

La revisione introduce anche standard più sintetici e comprensibili, maggiore flessibilità applicativa e una semplificazione della doppia materialità. Inoltre, vengono ridotte le richieste narrative e le disclosure considerate meno rilevanti per gli investitori. La revisione si inserisce nella revisione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)introdotta dalla Direttiva Omnibus I del 2026, che ha ristretto il perimetro delle imprese obbligate alla rendicontazione di sostenibilità.

Il nuovo standard volontario VSME per le PMI

Parallelamente alla revisione degli ESRS obbligatori, la Commissione europea ha pubblicato la bozza di regolamento delegato che introduce uno standard volontario di sostenibilità destinato alle imprese con meno di 1000 dipendenti. Questo standard, basato sul VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs)è stato sviluppato da EFRAG e raccomandato dalla Commissione europea nel 2026.

Il nuovo framework volontario persegue due obiettivi principali: consentire alle imprese non soggette alla CSRD di rendicontare volontariamente le proprie performance ESG attraverso uno schema standardizzato e semplificato, e limitare il cosiddetto trickle-down effectossia l’eccesso di richieste informative che le grandi aziende trasferiscono ai fornitori lungo la catena del valore.

Il meccanismo del value chain cap

Un elemento chiave della proposta è l’introduzione del value chain capdefinito come il limite massimo di informazioni che un’impresa soggetta alla CSRD può richiedere ai propri partner di filiera con meno di 1000 dipendenti. In pratica, le aziende soggette agli ESRS non potranno richiedere dati ulteriori rispetto a quelli previsti dallo standard volontario.

Le imprese della catena del valore avranno un diritto formale di rifiutare richieste eccedenti, e eventuali richieste supplementari dovranno indicare chiaramente che si tratta di informazioni non obbligatorie. Secondo la Commissione, il meccanismo serve a evitare che la sostenibilità diventi un fattore di pressione amministrativa sulle piccole imprese.

Struttura del nuovo standard volontario VSME

La bozza di regolamento delegato allegata alla consultazione mantiene l’architettura modulare del VSME. Lo standard sarà articolato in un modulo base e un modulo completo, che coprono vari aspetti ambientali, sociali e di governance. Per le imprese con meno di 10 dipendenti, alcune disclosure ambientali diventano interamente volontarie.

Secondo la Commissione europea, il nuovo approccio riflette una nuova equazione di proporzionalità nella rendicontazione di sostenibilità, anche alla luce del contesto geopolitico e della necessità di rafforzare la competitività delle imprese europee.

Una volta conclusa la consultazione pubblica, la Commissione adotterà formalmente i due atti delegati: la revisione degli ESRS e lo standard volontario VSME con value chain cap. Successivamente, i testi saranno trasmessi al Parlamento europeo e al Consiglio Ue nell’ambito della procedura di non obiezione, con un periodo di scrutinio di due mesi prorogabile di ulteriori due mesi.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.