Il panorama della mobilità in Italia è in rapida evoluzione, con un aumento significativo delle auto ibride e una lenta ma costante crescita delle auto elettriche. Tuttavia, il paese deve ancora affrontare la sfida di sostituire i veicoli obsoleti che continuano a circolare sulle strade.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambientei dati del Centro Studi AutoScout24 su base ACI offrono un quadro dettagliato della situazione attuale e delle sfide future per la mobilità sostenibile.
La crescita delle auto ibride e la marginalità dell’elettrico
Negli ultimi cinque anni, il numero di auto ibride in Italia è aumentato del 573,2%raggiungendo una quota dell’8,7% del parco auto circolante. Questo incremento è un segnale positivo della crescente attenzione verso la mobilità sostenibile.
Tuttavia, le auto elettriche pure rimangono una presenza marginale, con una quota dello 0,9% del totale. Questo divario tra ibride ed elettriche riflette le difficoltà economiche e infrastrutturali che ancora frenano l’adozione su larga scala delle vetture a zero emissioni.
Il problema dei veicoli obsoleti
Nonostante i progressi, il parco auto italiano è ancora dominato da veicoli obsoleti. Quasi 17,57 milioni di autopari al 42% del totale, appartengono alle classi Euro 4 o inferiori. Di queste, 4,24 milioni sono addirittura di classe Euro 0 o Euro 1rappresentando il 10,1% del parco circolante.
L’anzianità media delle auto è un altro problema significativo. Più di quattro vetture su dieci, pari al 43,7%hanno un’età superiore ai 15 anniper un totale di oltre 18,26 milioni di veicoli.
Divari geografici nella transizione ecologica
La situazione varia notevolmente tra le diverse regioni italiane. La Valle d’Aosta è in testa per la diffusione di auto Euro 6con una quota del 71,5%e di auto ibridecon il 23,8%. Anche il Trentino-Alto Adige mostra una presenza significativa di auto elettrichecon una quota del 3,3%.
Al contrario, le regioni del Sud, come la Calabria e la Siciliahanno le percentuali più alte di veicoli inquinantirispettivamente 59,3% e 58,5%. Questo divario geografico sottolinea la necessità di politiche mirate per accelerare la transizione ecologica in tutte le aree del paese.
Proposte per accelerare il rinnovo del parco auto
Per affrontare queste sfide, gli esperti suggeriscono di estendere gli incentivi anche alle auto usate a basse emissioni. Sergio Lanfranchi del Centro Studi AutoScout24 sottolinea che “il fattore economico resta decisivo nella scelta di cambiare auto“.
Lanfranchi propone anche di distinguere tra auto di valore storico e veicoli obsoleti utilizzati quotidianamente. Sostituire questi ultimi con auto più moderne ed efficientianche attraverso piattaforme digitali, potrebbe accelerare significativamente il processo di rinnovamento.
Secondo le proiezioni, per vedere un parco auto composto esclusivamente da veicoli a basse o zero emissioni serviranno più di 15 anni. Tuttavia, con le giuste politiche e incentivi, questo processo potrebbe essere accelerato.
