Nel contesto della transizione energetica e sociale, Intesa Sanpaolo ha ridefinito il proprio impegno finanziario destinando oltre 110 miliardi di euro a iniziative legate alla sostenibilità nell’arco del piano industriale fino al 2029. Questa scelta strategica colloca la banca tra i protagonisti del finanziamento della trasformazione ambientale e dell’inclusione economica in Europa, riconfigurando il ruolo del credito come leva per cambiamenti strutturali.
Il gruppo guidato da Carlo Messina ha annunciato misure concrete che combinano obiettivi climatici, prestiti mirati e interventi di impatto sociale: una roadmap che unisce risorse, criteri e target intermedi per allineare attività finanziarie e risultati misurabili.
Allocazione delle risorse: 87 miliardi per il green, 25 miliardi per l’impatto sociale
Nel dettaglio, il piano prevede l’assegnazione di circa 87 miliardi di euro a progetti di transizione green e ulteriori 25 miliardi di euro a iniziative con finalità sociali. Questa suddivisione mette a sistema interventi rivolti sia alla decarbonizzazione sia a misure di inclusione, come il sostegno al welfare e l’ampliamento dell’accesso al credito.
Le risorse destinate al green saranno impiegate per finanziare imprese attive nelle energie rinnovabilinell’efficienza energetica e nell’economia circolare, oltre che progetti che riducono l’intensità carbonica dei processi produttivi. Sul fronte sociale, il capitale si concentrerà su programmi di sviluppo territoriale, servizi di welfare e strumenti per facilitare l’accesso al credito per famiglie e piccole imprese.
Benefici per imprese e territori
Per le aziende, l’accesso a queste linee significa una maggiore possibilità di finanziare investimenti per la transizione: le imprese che adottano pratiche sostenibili potranno sfruttare condizioni favorevoli, mentre quelle in ritardo potrebbero vedersi applicare costi di capitale più alti. In questo modo la banca intende premiare la performance ESG misurabile come criterio di valutazione del merito creditizio.
30% dei nuovi crediti a medio-lungo termine legato alla sostenibilità
Una delle misure centrali del piano è la decisione di destinare il 30% delle nuove erogazioni a medio e lungo termine a forme di credito classificate come sostenibili. Questo significa che una quota significativa dei finanziamenti futuri sarà condizionata a progetti che contribuiscono alla riduzione delle emissioni, all’innovazione ambientale o al miglioramento sociale.
Con questa politica la banca sposta l’asse delle decisioni creditizie: il capitale non è più neutrale ma orientato, e la capacità di dimostrare impatti ambientali e sociali misurabili diventa sempre più centrale per ottenere credito a condizioni competitive.
Tipologie di intervento finanziabile
I finanziamenti sostenibili copriranno aree come efficienza energeticaimpianti a fonti rinnovabili, progetti di economia circolare e soluzioni innovative per la gestione delle risorse. Sul versante sociale rientrano iniziative che migliorano il welfare territorialel’inclusione finanziaria e lo sviluppo locale, con un’attenzione particolare alle micro, piccole e medie imprese.
Impegni di decarbonizzazione: Net Zero al 2050 e target intermedi 2030
Il piano ribadisce l’adesione dell’istituto all’obiettivo di Net Zero al 2050accompagnato da target intermedi rafforzati per il 2030. L’orizzonte riguarda non solo le emissioni dirette del gruppo ma anche quelle finanziate, cioè legate ai portafogli di prestiti, le attività di asset management e il comparto assicurativo.
La strategia di riduzione dell’impronta carbonica si basa su monitoraggio e target differenziati per settore, con l’obiettivo di modulare progressivamente l’esposizione verso attività ad alta intensità di emissioni e incentivare i settori che investono nella decarbonizzazione.
In termini pratici, ciò significa che i criteri di valutazione del rischio e del prezzo del credito integreranno sempre più parametri ambientali e sociali. L’obiettivo dichiarato è trasformare la relazione banca-impresa in uno strumento operativo per accelerare la transizione all’interno dell’economia reale.
Complessivamente, l’iniziativa rappresenta un passo significativo nella convergenza fra politica finanziaria e obiettivi climatici e sociali: una prova che il settore bancario può utilizzare capitale e condizioni contrattuali per orientare comportamenti aziendali e favorire investimenti sostenibili su larga scala.



