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2 Novembre 2026

Possibile tripla E per imprese europee entro il 2028

Oltre il 70% delle principali quotate europee ha raggiunto almeno il grado EE-; otto società sono già a EEE- e la tripla E potrebbe essere assegnata dal 2028

Possibile tripla E per imprese europee entro il 2028

Negli ultimi anni le società quotate europee hanno compiuto progressi significativi nell’allineamento alle linee guida internazionali su ambiente, sociale e governance. Oggi più del 70% delle principali aziende monitorate mostra un Sustainable Grade pari o superiore a EE-, un indicatore di conformità alle raccomandazioni dell’Unione europea, delle Nazioni Unite e dell’OCSE.

Questo miglioramento ha spinto l’agenzia valutativa a riconsiderare la possibilità di assegnare per la prima volta la valutazione massima del proprio sistema, la tripla E, un riconoscimento che richiede standard particolarmente elevati e che non è mai stato attribuito dall’inizio dell’esercizio dei relativi rating.

Aziende già vicine al massimo: otto casi di eccellenza

Attualmente, su oltre 500 rating validi, otto società hanno raggiunto il livello EEE-, definito «eccellente» e immediatamente precedente alla tripla E. Tra queste figurano gruppi finanziari e industriali distribuiti in diversi Paesi europei: London Stock Exchange Group e Vodafone Group nel Regno Unito, BPER Banca e FinecoBank in Italia, Capgemini e Unibail-Rodamco-Westfield in Francia, nonché NN Group e Wolters Kluwer nei Paesi Bassi. La presenza di queste realtà riflette non solo performance operative, ma cambiamenti strutturali nei modelli di governo societario e nella gestione dei rischi ESG.

Perché questi nomi sono significativi

La graduatoria non si basa esclusivamente su pratiche ambientali o su campagne comunicative: il rating considera elementi sostanziali come la struttura dell’azionariato, la trasparenza negli assetti di governance e la capacità di monitorare i rischi sociali e ambientali tramite sistemi di controllo interno. Le otto società citate hanno dimostrato progressi su più fronti, risultando quindi sotto osservazione per una possibile promozione al livello superiore.

Requisiti stringenti per ottenere la tripla E

La valutazione massima richiede l’adempimento di criteri molto rigorosi. Tra le condizioni indispensabili figurano l’inserimento nello statuto dell’obbligo di rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, l’adozione di principi avanzati di corporate governance, e la presenza di un mercato competitivo senza posizioni monopolistiche o accordi anticoncorrenziali. Inoltre, è fondamentale che il capitale sia liberamente negoziabile e che i diritti degli azionisti siano sostanzialmente omogenei.

La composizione del consiglio di amministrazione è un altro nodo cruciale: per aspirare alla EEE l’agenzia richiede che i membri del board siano indipendenti dalla proprietà e soggetti a un codice di condotta coerente con i principi di trasparenza e responsabilità. Devono inoltre esistere procedure interne in grado di verificare il rispetto continuo degli standard internazionali più aggiornati in materia sociale e ambientale.

Strutture di controllo e comunicazione

Un elemento valutativo rilevante è la presenza di organismi indipendenti di controllo, idealmente con collegamento diretto all’assemblea degli azionisti e operatività a livello di consiglio. Questi organismi devono poter verificare conformità su conflitti di interesse, contabilità e operazioni di finanza straordinaria. Anche la funzione di comunicazione esterna viene monitorata: la capacità di rispettare il principio Comply or Explain e di fornire informazioni regolari e verificabili è considerata un fattore che rafforza la posizione valutativa dell’impresa.

L’assegnazione della tripla E non premia solo le singole politiche ESG, ma richiede una trasformazione dell’assetto societario e dei meccanismi di controllo che renda sostenibile e verificabile l’allineamento agli orientamenti internazionali.

Implicazioni per le imprese europee e il mercato

La prospettiva che una o più società europee possano conquistare la massima valutazione entro il 2028 mette in luce una tendenza più ampia: la progressiva traduzione dei principi ESG in pratiche operative e governance societaria. Un eventuale riconoscimento di questo livello sarebbe significativo non solo per il singolo emittente, ma come segnale di maturità del mercato nel suo complesso e della capacità delle imprese quotate di integrare criteri di sostenibilità in modo misurabile e duraturo.

Per investitori, stakeholder e regolatori, il possibile salto qualitativo verso la EEE rappresenta un punto di osservazione sul grado di affidabilità delle dichiarazioni aziendali in materia di sostenibilità e sulla robustezza dei controlli interni che garantiscono la coerenza tra discorso e prassi.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.