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7 Giugno 2026

Regione investe su marina, refitting e transizione energetica mentre Trieste ambisce a ruolo strategico europeo

Il territorio regionale avvia una nuova fase di finanziamenti per la nautica con 1,85 milioni stanziati per il 2026 e politiche per l'innovazione delle marine; parallelamente il porto di Trieste rilancia il progetto di hub per materie prime critiche integrando infrastrutture, Porto Franco e rete di ricerca

Regione investe su marina, refitting e transizione energetica mentre Trieste ambisce a ruolo strategico europeo

Nel quadro delle politiche regionali del Friuli Venezia Giulia è emersa una doppia strategia che unisce interventi sulle infrastrutture della nautica turistica e la valorizzazione del sistema portuale dell’Adriatico orientale per la gestione delle materie prime critiche. Da un lato, la Regione ha messo in campo risorse e normative per promuovere l’innovazione dei marina e la transizione energetica; dall’altro, il porto di Trieste e l’area di Monfalcone hanno rilanciato la propria vocazione logistica e scientifica per svolgere un ruolo chiave nelle filiere europee.

Nuova tornata di bandi regionali per la nautica e il ruolo di Lignano Sabbiadoro

La Regione ha annunciato una seconda tornata di finanziamenti per il comparto nautico con risorse iniziali pari a 1,85 milioni di euro per il 2026. Gli interventi sono destinati a sostenere l’innovazione delle marineil refitting delle imbarcazioni, la sostituzione dei motori tradizionali con soluzioni a minor impatto ambientale, le imprese della filiera cantieristica e iniziative di promozione del settore. La misura si inserisce in una strategia normativa che ha visto la regione adottare una legge organica sulla nautica entrata in vigore nel 2026 e che, nel primo anno di applicazione, ha già mobilitato circa 3 milioni di euro per progetti di sviluppo e innovazione.

Il caso di Lignano Sabbiadoro è emblematico: con sette darsene e 4.420 posti barca concentra oltre la metà della disponibilità regionale e rappresenta un nodo centrale per l’attrattività turistica della costa. La presenza di oltre 15.000 ormeggi in regione e di circa 2.000 addetti tra artigiani, operatori commerciali e imprese cantieristiche sottolinea l’importanza economica della filiera. Nel dibattito tecnico organizzato a Marina Uno è stata ribadita la necessità di progettare investimenti energetici e digitali su orizzonti pluriennali, considerando fabbisogni futuri e strumenti di verifica delle performance ambientali.

Elettrificazione e pianificazione energetica dei marina

Tra i temi operativi emersi vi è la completa integrazione degli interventi di elettrificazione delle banchinecolonnine di ricarica e fonti rinnovabili in una pianificazione complessiva che valuti domanda, crescita e sostenibilità economica. Esperti e operatori hanno sottolineato che installare singole infrastrutture senza una programmazione strategica rischia di limitare l’efficacia delle politiche di decarbonizzazione: occorre invece misurare i risultati con indicatori affidabili e adottare standard tecnici condivisi.

Trieste e Monfalcone: infrastrutture, Porto Franco e rete di ricerca per le materie prime critiche

Parallelamente alle misure per la nautica, il sistema portuale dell’Adriatico orientale ha presentato la propria candidatura a hub europeo per le materie prime critiche. I fattori che rendono la proposta competitiva sono concreti: fondali naturali che raggiungono i 18 metri di profondità, la presenza del Porto Franco Internazionale e una rete ferroviaria capillare che collega direttamente lo scalo ai principali poli industriali dell’Europa centrale e orientale. Questi elementi favoriscono la gestione, lo stoccaggio e la prima lavorazione di materiali strategici destinati alle filiere tecnologiche e energetiche.

Un altro punto di forza richiamato è la concentrazione locale di istituzioni scientifiche e centri di ricerca d’eccellenza (ICTP, SISSA, Elettra Sincrotrone, Area Science Park e università), che costituiscono un ecosistema capace di supportare attività di ricerca applicatacertificazione dei materiali, innovazione tecnologica e trasferimento tecnologico verso l’industria. L’integrazione tra porto, logistica e ricerca è vista come condizione necessaria per trasformare la vocazione geografica in capacità industriale effettiva.

Transizione energetica portuale e infrastrutture

Tra i progetti concreti sul tavolo c’è l’installazione di sistemi di alimentazione elettrica a terra per le navi in sosta, finalizzati a ridurre le emissioni locali e l’impatto ambientale delle attività portuali. I collaudi di nuove infrastrutture energetiche sono in fase avanzata e, una volta completati, contribuiranno a posizionare il porto come uno degli scali più avanzati in Europa per l’innovazione energetica applicata alla logistica marittima. Nel contesto del confronto istituzionale con ministeri e rappresentanti regionali si è inoltre avviato un dialogo con l’Unione europea per individuare gli hub più idonei allo stoccaggio e alla trasformazione delle terre rare e delle altre materie prime critiche.

Nel complesso, la strategia delineata combina misure finanziarie e quadro normativo per la modernizzazione della nautica turistica con un progetto di ampliamento funzionale del porto di Trieste, mettendo a sistema capacità infrastrutturali, vantaggi doganali e patrimonio scientifico. L’obiettivo dichiarato è duplice: rendere più sostenibili e competitive le marine regionali e trasformare il sistema portuale in un nodo strategico per le catene di approvvigionamento europee delle risorse critiche.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.