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31 Ottobre 2026

Report ESG: come garantire trasparenza e responsabilità aziendale

Il bilancio di sostenibilità non è più un optional: è il motore di trasparenza, responsabilità e crescita per le imprese che guardano al futuro.

Report ESG: come garantire trasparenza e responsabilità aziendale

Negli ultimi otto anni la pratica della rendicontazione ambientale, sociale e di governance ha subito una trasformazione profonda. Quello che un tempo era una semplice sperimentazione interna è ora considerato un elemento cruciale per la pianificazione strategica di aziende di ogni dimensione. Il report di sostenibilità consente di raccogliere dati certificati, fissare obiettivi concreti e attribuire responsabilità, creando un circolo virtuoso tra trasparenza e performance.

Le direttive europee, in particolare la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), hanno innalzato il livello di dettaglio richiesto, spingendo le organizzazioni a valutare sia l’impatto delle proprie attività sull’ambiente e sulla società sia i rischi finanziari derivanti da tali impatti. Questa doppia prospettiva, nota come double materiality, è ora il fondamento di ogni bilancio serio.

L’evoluzione del bilancio di sostenibilità: dal test interno al documento volontario

Nel 2018 una grande società di gestione aeroportuale ha redatto il suo primo bilancio di sostenibilità in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, con l’obiettivo di introdurre la cultura della responsabilità all’interno dell’organizzazione. L’anno successivo il documento è stato pubblicato per la prima volta a livello pubblico, rispettando fin da subito gli standard emergenti della CSRD.

Nonostante la normativa europea del 2025, conosciuta come “Stop the Clock”, abbia limitato l’obbligo di rendicontazione alle sole imprese con più di mille dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro, l’azienda ha scelto di continuare a produrre il report su base volontaria. La motivazione, spiegata dal Chief Sustainability Officer, è che il bilancio non solo fornisce dati sicuri e verificabili, ma diventa anche uno strumento di governance interno, capace di definire priorità, indicatori e responsabili per le decisioni future.

Standard europei e verifica indipendente

Il documento si allinea agli ESRS, suddividendo le informazioni in tre pilastri: ambiente, sociale e governance. Ogni sezione include analisi delle esternalità, politiche di mitigazione, azioni implementate e risultati ottenuti. Per garantire l’affidabilità, una revisione indipendente effettuata da EY ha rilasciato una limited assurance, simile al controllo dei bilanci finanziari.

La policy ESG: la bussola strategica dell’azienda

Il 20 gennaio il consiglio di amministrazione ha approvato la policy ESG, descritta come una “bussola” che orienta tutte le procedure aziendali. La policy si articola su tre assi: ambiente, con focus su biodiversità, mobilità sostenibile ed efficientamento energetico; sociale, con impegno su sviluppo delle risorse umane, inclusione, welfare e valore per il territorio; governance, che promuove integrità, trasparenza e una catena di approvvigionamento responsabile.

Questa struttura permette di tradurre i valori in azioni concrete, creando un legame diretto tra gli obiettivi ESG e le attività operative di ogni dipartimento. Il documento è inoltre stato integrato nella politica di approvvigionamento sostenibile, adottata volontariamente nel 2025, dimostrando l’impegno dell’azienda a estendere la sostenibilità a tutta la rete di fornitori.

Processo di redazione: team multidisciplinare e ciclo operativo

Il team di sostenibilità, composto da 15-20 specialisti, dedica i primi sei mesi dell’anno alla raccolta e verifica dei dati per la rendicontazione, mentre nei successivi sei mesi aggiorna il piano strategico triennale. Questo piano, non vincolato da regolamentazioni formali, raccoglie progetti di medio-lungo periodo su welfare, digitalizzazione e collaborazioni istituzionali.

La transizione verso una piattaforma digitale unificata consentirà di far dialogare il report storico con il piano futuro, aumentando la coerenza analitica e facilitando il monitoraggio continuo. La verifica esterna, che interviene su tutti i reparti, garantisce che le dichiarazioni siano coerenti con le evidenze, come avviene per il bilancio finanziario.

Benefici per le imprese e per le PMI

Per le piccole e medie imprese, il report di sostenibilità è un’opportunità per distinguersi sul mercato, migliorare la reputazione e accedere a finanziamenti più vantaggiosi. L’adozione di standard internazionali quali GRI, SASB, TCFD o il volontario VSME (Voluntary Standard for non-listed Small and Medium Enterprise) permette di rendere le informazioni comparabili e di gestire i rischi legati alla sostenibilità in modo più efficace.

Il bilancio di sostenibilità si è affermato come un vero strumento di strategia aziendale, capace di fornire dati certificati, fissare obiettivi chiari e rafforzare la governance. Le aziende che lo abbracciano trasformano la trasparenza in un vantaggio competitivo, creando valore per gli stakeholder e per la società nel suo complesso.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.