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14 Luglio 2026

Roberto Cammi insignito del titolo di Professore Emerito: un riconoscimento all’eccellenza in Chimica Fisica

Roberto Cammi, ex docente di Chimica Fisica all'Università di Parma, è stato insignito del titolo di Professore Emerito per i suoi contributi eccezionali alla scienza.

Roberto Cammi insignito del titolo di Professore Emerito: un riconoscimento all'eccellenza in Chimica Fisica

Roberto Cammi, una figura di spicco nel campo della Chimica Fisica ha ricevuto il prestigioso titolo di Professore Emerito dall’Università di Parma. Questo riconoscimento, conferito con decreto della Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, celebra una carriera dedicata all’innovazione scientifica e alla formazione accademica.

Il titolo di Professore Emerito è riservato a coloro che hanno dimostrato un’eccellenza eccezionale nella produzione scientifica o hanno ricoperto ruoli di grande responsabilità istituzionale. Nel caso di Cammi, il riconoscimento è il frutto di decenni di ricerca pionieristica e di insegnamento presso l’Università di Parma.

Una carriera dedicata alla Chimica Fisica

Roberto Cammi ha iniziato la sua carriera all’Università di Parma nel 1983, diventando professore ordinario di Chimica Fisica nel 2002. Durante la sua carriera, ha insegnato corsi di Chimica Fisica I e Chimica Computazionale contribuendo significativamente alla formazione di numerose generazioni di studenti.

Oltre all’insegnamento, Cammi ha svolto un ruolo cruciale nella gestione del centro di calcolo ad alte prestazioni (HPC) dell’Ateneo e ha coordinato il corso di dottorato in Scienze chimiche. La sua influenza si estende ben oltre i confini dell’Università di Parma, con pubblicazioni che hanno avuto un impatto globale nella comunità scientifica.

Teorie rivoluzionarie e modelli computazionali

Uno dei contributi più significativi di Cammi è lo sviluppo di teorie per descrivere il ruolo dei solventi e dell’intorno chimico delle molecole. Le sue ricerche hanno portato alla formulazione di modelli computazionali avanzati, tra cui il Polarizable Continuum Model (PCM) adottato nei programmi di chimica quantistica moderni.

Il PCM permette di calcolare con precisione le proprietà delle molecole in soluzione, utilizzando sia metodi Hartree-Fock che la Teoria del Funzionale di Densità (DFT). Gli articoli che descrivono questi modelli hanno ricevuto migliaia di citazioni, con un picco di oltre 15.000 citazioni per alcuni lavori.

L’innovazione sotto pressione estrema

Cammi ha anche sviluppato il Extreme Pressure Polarizable Continuum Model (XP-PCM) un modello che descrive l’effetto delle altissime pressioni sulle reazioni chimiche. Questo lavoro ha permesso di comprendere meglio il comportamento degli elementi sotto pressioni estreme, contribuendo a ‘riscrivere’ la tavola periodica e a prevedere le proprietà della materia in condizioni estreme.

Le teorie di Cammi hanno aperto nuove strade nella Spettroscopia nella Chimica organica e inorganica e nella Scienza dei materiali fungendo da guida per ricercatori di tutto il mondo.

Nuove frontiere nella sintesi molecolare

Nel frattempo, un gruppo di ricercatori ha sviluppato un metodo innovativo per costruire i rotaxani molecole complesse formate da anelli infilati lungo un asse lineare. Questo nuovo approccio, pubblicato su Nature Chemistry utilizza una sintesi active-template invertita dove l’asse funge da guida per assemblare l’anello direttamente attorno a esso.

I rotaxani, simili a piccoli manubri con anelli che scivolano lungo un asse, trovano applicazioni in interruttori, sensori e dispositivi molecolari controllabili. La nuova procedura sperimentale utilizza un asse flessibile di oligo(etilene glicole) (OEG) dotato di stopper, facilitando la reazione dei precursori per formare l’anello.

Vantaggi e potenziali applicazioni

Questo metodo permette di ottenere rotaxani senza metalli e con geometrie meno vincolate, ampliando le possibilità per future macchine molecolari. La resa del processo può raggiungere il 70%, e gli autori hanno sperimentato sia l’aggiunta simultanea dei precursori che una costruzione graduale, quest’ultima risultata più efficiente.

Le analisi a raggi X hanno rivelato che gli anelli si dispongono in una pila elicoidale compatta, stabilizzata da legami a idrogeno e stacking π tra le porzioni aromatiche. Questa organizzazione facilita la formazione sequenziale degli anelli, rendendo il processo più agevole dopo il primo passaggio.

Una volta completato l’assemblaggio, i ricercatori hanno eliminato alcuni elementi temporanei mediante un passaggio di editing scheletrico, ottenendo rotaxani meno ingombranti e dalla struttura più essenziale. Questo approccio distingue la tecnica dalle sintesi convenzionali che utilizzano metalli o gruppi funzionali specifici.

Sebbene lo studio dimostri una strategia di sintesi, ulteriori esperimenti saranno necessari per verificare la biocompatibilità, la stabilità e la capacità di trasportare molecole terapeutiche. Tuttavia, la maggiore libertà nella scelta degli anelli e degli assi potrebbe offrire nuove configurazioni per macchine molecolari, biosensori e materiali capaci di modificare le proprie proprietà in risposta a stimoli chimici o fisici.

L’energia pulita in Europa e il problema dello stoccaggio

Nell’Unione Europea, una parte dell’elettricità rinnovabile in eccesso viene spesso sprecata a causa della mancanza di capacità di stoccaggio adeguate. Questo problema diventa sempre più critico con l’aumento della domanda di elettricità, trainata da veicoli elettrici, pompe di calore e data centre alimentati dall’intelligenza artificiale.

Per affrontare questa sfida, i ministri dell’Energia dell’UE hanno firmato il primo accordo tripartito del blocco sull’accumulo di energia, che riunisce Stati membri, industria e istituzioni finanziarie. Ventidue Paesi si sono impegnati ad aggiungere 30–35 gigawatt di nuova capacità di stoccaggio entro il 2028, contribuendo all’obiettivo dell’UE di raggiungere 200 gigawatt entro il 2030.

L’accordo mira ad accelerare gli investimenti in batterie, impianti idroelettrici a pompaggio, sistemi di accumulo termico e altre tecnologie capaci di catturare l’elettricità rinnovabile in eccesso e di rilasciarla quando la domanda aumenta. Gli Stati membri hanno anche promesso di eliminare gli ostacoli normativi, migliorare la pianificazione e le procedure autorizzative e mobilitare finanziamenti pubblici e privati.

Anche se gli impegni sono volontari, l’UE spera che l’iniziativa riduca gli sprechi di energia rinnovabile, rafforzi la sicurezza energetica, stabilizzi i prezzi dell’elettricità e sostenga la transizione dai combustibili fossili. Tuttavia, rimane da vedere se questi sforzi saranno sufficienti per ottimizzare l’energia verde in Europa.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.