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6 Giugno 2026

Settimana della sostenibilità a Gubbio e rigenerazione a San Vito dei Normanni

Un festival nazionale a Gubbio dedicato al concetto di confine e un progetto pugliese che trasforma terreni confiscati in un laboratorio di agroecologia: due iniziative che mostrano diverse facce della sostenibilità sociale e ambientale.

Settimana della sostenibilità a Gubbio e rigenerazione a San Vito dei Normanni

Nel cuore dell’Umbria e nelle campagne della Puglia si svolgono due iniziative che offrono un ritratto concreto della sostenibilità contemporanea. A Gubbio, dal 21 al 28 giugnola città ospita la Settimana della sostenibilità socialeun festival che mette in discussione i limiti e valorizza l’incontro tra discipline. Contemporaneamente, in provincia di Brindisi, il progetto che ha preso vita sui terreni confiscati a San Vito dei Normanni rappresenta un esempio di rigenerazione partecipata e di trasformazione agricola avviata nel 2017.

Entrambi i percorsi condividono l’obiettivo di ricostruire relazioni fra comunità, ambiente e sapere: uno attraverso il confronto pubblico e le arti, l’altro attraverso il lavoro della terra, la formazione e la pratica agroecologica. Le due esperienze illustrano come cultura e gestione dei territori possano convivere per promuovere un modello di sviluppo più inclusivo e resiliente.

Settimana della sostenibilità sociale a Gubbio: il tema dei confini e il programma

La manifestazione, promossa dall’Associazione TerraComunica Aps che opera da oltre vent’anni nella valorizzazione dei territori, concentra le attività nella sala dell’Arengo di palazzo dei Consoli con accesso libero e gratuito. L’edizione 2026 ha scelto come filo conduttore il tema dei Confiniintesi non come barriere ma come soglie d’incontro tra natura, scienza, impresa e società. L’obiettivo dichiarato è superare steccati culturali ed economici per co-progettare un modello di sviluppo inclusivo.

Il calendario propone appuntamenti che uniscono arte, scienza e dialogo generazionale: l’anteprima d’arte il 20 giugno alla Taverna del Capitano inaugura la mostra collettiva “CONfini – Arte e sostenibilità sociale” con opere di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e di giovani artisti da New York. Tra gli incontri segnati in programma, l’evento del 23 giugno dedicato alle storie di vita con l’economista e sociologo Giulio Sapellie le sessioni del 27 giugno su energia e neuroscienze con il giovane esperto Edoardo Ventafridda e con Patrizio Paolettiche si confronterà sulle potenzialità umane e l’educazione.

Architettura, ingegneria e rigenerazione urbana

Un pomeriggio è riservato al confronto tra professionisti dell’architettura e dell’ingegneria con l’intento di riposizionare la vita delle persone al centro del progetto urbano. Questo segmento mette insieme tre storie concrete di intervento e visione, con l’obiettivo di evidenziare pratiche di rigenerazione urbana che tengano conto di comunità e ambiente. L’edizione è patrocinata dall’Assemblea legislativa della Regione Umbria, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Gubbio.

San Vito dei Normanni: da terreni confiscati a un laboratorio di agroecologia

In Puglia, circa 50 ettari di terreno che un tempo erano nelle mani della criminalità organizzata sono stati restituiti a funzioni sociali e ambientali. L’intervento è partito nel 2017 quando la cooperativa sociale Qualcosa di diverso ha ottenuto la gestione di appezzamenti comprendenti 35 ettari di oliveto intensivo e 10 ettari di vigneto, inizialmente caratterizzati da monocolture industriali. Attraverso il progetto ReAGES (Resilienza e adattamento alla gestione degli ecosistemi) e il supporto finanziario dell’istituto buddista Soka Gakkai, è stato avviato un processo di riconversione ecologica.

La strategia adottata ha trasformato il paesaggio: sono state messe a dimora oltre 10.000 piante appartenenti a circa 40 specie diverse, al fine di ricostituire biodiversità e resistenza agli attacchi come la xylellache ha provocato il disseccamento di milioni di alberi nel territorio pugliese. Il progetto è stato finanziato anche con risorse dell’8×1000 stanziate dall’ente promotore, che ha destinato 3,6 milioni di euro a 27 iniziative ambientali in Italia, raggiungendo complessivamente circa 30.000 persone.

Formazione, inclusione e nuovo protagonismo giovanile

La cooperativa ha impostato il modello di impresa come un progetto collettivo “senza padroni”: al centro c’è il rispetto del lavoro, la cura del territorio e la partecipazione. È nata una scuola di Agroecologia per giovani, mentre oltre 200 bambini e studenti delle scuole locali partecipano settimanalmente a laboratori sul clima e sul suolo. L’approccio punta a colmare il divario tra formazione e mercato, offrendo spazi per sperimentare, apprendere e, se necessario, sbagliare.

Non mancano le difficoltà: il progetto incontra resistenze culturali e diffidenza locale quando mette in discussione pratiche e poteri consolidati. Tuttavia, la linea seguita dagli operatori è che l’#ecologia inclusiva passa attraverso relazioni sociali rinnovate e pratiche quotidiane che riconsegnano dignità alla terra e alle persone che la abitano.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.