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15 Settembre 2026

Sostenibilità e competitività: il rapporto TEHA Group ed Erion sul futuro industriale

Le imprese italiane chiedono un ruolo attivo della politica per supportare la transizione sostenibile, con incentivi continuativi e semplificazione normativa.

Sostenibilità e competitività: il rapporto TEHA Group ed Erion sul futuro industriale

La transizione sostenibile non è più un’opzione, ma una necessità per le imprese italiane. Secondo il Rapporto Strategico 2026 di TEHA Group, realizzato in collaborazione con Erion, quasi il 60% delle imprese richiede un intervento attivo della politica per supportare il sistema industriale nella transizione verso modelli più sostenibili.

Il rapporto, presentato in occasione del Forum Erion 2026 presso il Palazzo della Cancelleria a Roma, evidenzia come la sostenibilità sia diventata un fattore cruciale di competitività globale. Tuttavia, emerge un forte disallineamento tra le aspettative delle imprese e le politiche attuali, soprattutto a causa della complessità normativa che riduce l’efficacia degli interventi.

Le priorità delle imprese per una transizione efficace

Il 75,5% delle imprese intervistate intende mantenere o incrementare i propri impegni di sostenibilità, nonostante l’imprevedibilità del quadro regolatorio europeo. Le principali aree di pressione competitive identificate sono l’energia, l’innovazione sostenibile e gli standard ambientali di prodotto, con oltre l’88% delle aziende che segnala la pressione energetica come la più rilevante.

Le imprese chiedono strumenti continuativi per trasformare gli obiettivi ambientali in opportunità di crescita e innovazione. Quasi il 60% delle aziende ritiene necessario rafforzare il sostegno al sistema industriale attraverso incentivi continuativi, interventi sui costi dell’energia, semplificazione autorizzativa e supporto alle tecnologie pulite.

Il disallineamento tra imprese e politica

Il Rapporto Strategico 2026 introduce lo STAGE Index, che misura il livello di condivisione tra imprese e istituzioni sulle priorità della transizione sostenibile. Nel 2026, questo indice registra un livello di condivisione pari al 51%, evidenziando criticità sul piano delle misure concrete. Gli interventi dedicati all’innovazione sostenibile e all’accesso ai capitali rispondono alle esigenze delle imprese rispettivamente solo nel 59,4% e nel 62% dei casi.

La complessità normativa rappresenta un ostacolo significativo all’efficacia degli interventi, soprattutto negli ambiti della resilienza delle supply chain, della decarbonizzazione e dell’economia circolare. Il rapporto evidenzia come gli standard europei di sostenibilità producano effetti diversi sui comparti produttivi, con il 54% delle imprese che riconosce impatti ‘a più velocità’.

I vantaggi competitivi della transizione sostenibile

Le aziende italiane che adottano modelli di economia circolare sono del 28% più solide da un punto di vista creditizio e risultano più appetibili per gli investimenti privati. Queste imprese generano in media 1,5 volte più cassa, si indebitano del 6% in meno e vantano una maggior capacità di coprire il debito con il risultato operativo (24%).

Nonostante l’imprevedibilità dell’attuale scenario regolatorio europeo, il 75,5% delle aziende ritiene opportuno mantenere o incrementare i propri impegni in materia di sostenibilità. Il 68,6% dichiara di aver rafforzato le proprie politiche ESG negli ultimi tre anni, dimostrando un impegno concreto verso la transizione sostenibile.

Il rapporto sottolinea la necessità di un approccio pragmatico alle politiche per la sostenibilità, puntando su priorità come l’autonomia energetica, la circolarità e la resilienza delle supply chain. Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion Compliance Organization, afferma che la transizione sostenibile costituisce una condizione essenziale per preservare la capacità industriale e garantire uno sviluppo di lungo periodo.

Per accelerare la trasformazione in corso, il rapporto suggerisce di dare priorità alle soluzioni che consentono di perseguire obiettivi ambientali a lungo termine garantendo al contempo la redditività nel breve termine attraverso l’innovazione. Carlo Cici, Partner & Head of Sustainability di TEHA Group, sottolinea l’importanza di trovare il ‘ritmo giusto’ e di contribuire a ridefinire le regole con un approccio proattivo delle aziende.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.