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21 Giugno 2026

Sostenibilità in Italia: perché i consumatori non credono più alle promesse delle aziende

In Italia, la sfiducia verso le comunicazioni ambientali delle aziende è in aumento. Scopriamo perché e quali sono le barriere alla sostenibilità.

Sostenibilità in Italia: perché i consumatori non credono più alle promesse delle aziende

In un’epoca in cui l’attenzione per l’ambiente è in costante crescita, la sfiducia dei consumatori verso le comunicazioni di sostenibilità delle aziende è in forte aumento. Secondo un recente studio, il 77,1% degli italiani considera poco credibili i messaggi legati alla sostenibilità, un dato che riflette una tendenza preoccupante in tutta Europa.

La crescente attenzione al greenwashing sta portando i consumatori a modificare i propri comportamenti di acquisto. Il 52,8% degli italiani ha già smesso di acquistare prodotti o brand per motivi ambientali, e oltre un terzo lo ha fatto in modo ripetuto. Questo fenomeno non solo influisce sulle vendite, ma amplifica anche l’impatto reputazionale delle aziende, rendendo sempre più difficile controllare la percezione pubblica.

La sfiducia verso le aziende e le istituzioni

L’Italia si posiziona tra i Paesi più attivi sul fronte dei comportamenti sostenibili, con il 72,7% degli intervistati che dichiara di aver compiuto almeno un’azione sostenibile nell’ultima settimana. Tuttavia, la fiducia nelle comunicazioni ambientali delle aziende rimane bassa in tutti i mercati analizzati, superando il 70% in ogni Paese. Anche la fiducia nelle istituzioni è contenuta, con il 63,6% degli italiani che ritiene l’impegno dei governi sui temi ambientali inadeguato.

Nonostante l’elevata consapevolezza, la transizione verso comportamenti più sostenibili è frenata da barriere strutturali. Il costo dei prodotti sostenibili è indicato come principale ostacolo dal 34,3% degli italiani, seguito dalla scarsa disponibilità di alternative e dalla mancanza di tempo o praticità. Questo evidenzia come la sostenibilità rischi di diventare un privilegio accessibile solo ai segmenti più abbienti e istruiti, piuttosto che una scelta diffusa e accessibile.

Le sfide per un futuro sostenibile

Per leggere correttamente questi dati, è fondamentale considerare il contesto in cui sono stati raccolti. I consumatori europei si trovano oggi a gestire una sovrapposizione di pressioni economiche, energetiche e geopolitiche che inevitabilmente riducono lo spazio mentale dedicato a temi di lungo periodo come la sostenibilità. In questo scenario, la preoccupazione ambientale resta alta, ma si traduce più difficilmente in scelte coerenti e continuative.

La sfida per le aziende e le istituzioni è comunicare in modo chiaro, concreto, trasparente e verificabile, tenendo conto delle reali condizioni in cui le persone prendono decisioni ogni giorno. Vedere risultati reali e ricevere incentivi economici sono tra i principali driver indicati dai consumatori, suggerendo che la comunicazione sulla sostenibilità sia più efficace quando si traduce in benefici misurabili, piuttosto che in messaggi astratti.

L’importanza delle metriche e degli standard

La sostenibilità nella logistica è ormai un tema centrale, ma spesso rimane confinata al linguaggio del marketing. Per renderla operativa, è essenziale avere metriche chiare e criteri trasparenti. Secondo uno studio del 2026, il 65% dei clienti considera fondamentale avere un partner logistico sostenibile, rendendo la sostenibilità un criterio di scelta.

Per concretizzare la sostenibilità, è necessario chiarire dove si concentrano le emissioni e con quali strumenti esse vengono misurate. Nel 2026, il trasporto e la distribuzione a monte hanno rappresentato circa il 75% delle emissioni complessive, pari a 14.383 tonnellate di CO₂e. Questo evidenzia l’importanza di adottare criteri condivisi e una rendicontazione solida lungo l’intera catena del valore.

La misurazione delle emissioni e l’adozione di standard riconosciuti come ISO 14083 e GLEC Framework sono fondamentali per integrare la sostenibilità nelle decisioni aziendali. Solo dati affidabili e standard condivisi permettono di trasformare la sostenibilità in uno strumento di gestione concreto e verificabile.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.