Il Sud Italia, con le sue 327 denominazioni DOP e IGP rappresenta il cuore agricolo del Paese. Tuttavia, nonostante questa ricchezza, il divario tecnologico rimane evidente. Solo il 6,2% delle aziende agricole del Sud ha introdotto innovazioni tecniche o gestionali tra il 2019 e il 2026, contro una media nazionale del 12%.
Un recente report di PwC e StartupItalia ha mappato l’ecosistema AgriFoodTech del Mezzogiorno, evidenziando un territorio con un forte potenziale ma ancora in fase di sviluppo. Il documento analizza 82 startup e PMI innovative attive nelle otto regioni del Sud, offrendo una panoramica dettagliata delle opportunità e delle sfide del settore.
Un ecosistema in rapida evoluzione
Il Sud Italia ospita circa il 44% delle aziende agricole italiane e genera un valore aggiunto di 17,3 miliardi di euro tra agricoltura e agroindustria. Tuttavia, il tasso di innovazione rimane contenuto. Il report individua otto cluster principali di innovazione AgriFoodTech: Smart & Precision AgricultureWater Tech & Smart IrrigationBiodiversity & Bio-InnovationFoodTech e trasformazione agroalimentare, Supply chain qualità e tracciabilità, Circular economy e valorizzazione degli scarti, Agri-fintech e piattaforme di mercato, Climate adaptation e risk management.
Quasi la metà delle realtà mappate è nata negli ultimi cinque anni, e il 77% integra più di una tecnologia abilitante. Sicilia, Puglia e Campania concentrano il 72% delle startup e PMI innovative, confermando il ruolo centrale di queste regioni nell’innovazione agroalimentare.
Le sfide climatiche e la necessità di innovazione
Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova le filiere agricole del Sud Italia. Stress idrico, pressione climatica, tracciabilità, sostenibilità e carenza di manodopera stanno spingendo verso nuove soluzioni tecnologiche. L’agricoltura di precisione, la gestione intelligente dell’acqua e la robotica agricola sono solo alcune delle tecnologie che stanno rivoluzionando il settore.
Il report sottolinea come il Sud Italia possa diventare un laboratorio europeo per l’adattamento climatico e l’innovazione agroalimentare. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, è necessario un rafforzamento dell’intero ecosistema, con investimenti mirati, capitale umano qualificato e una riduzione del divario digitale.
Bari, nuovo hub dell’innovazione
Accanto ai tradizionali distretti produttivi, stanno emergendo nuovi poli dell’innovazione. Bari, in particolare, sta attirando competenze e imprenditori rientrati nel Mezzogiorno dopo esperienze di studio o lavoro all’estero. Le particolari condizioni climatiche del Sud, segnate da stress idrico e temperature elevate, stanno trasformando il territorio in un laboratorio naturale per sviluppare tecnologie esportabili anche in altri Paesi del Mediterraneo.
Secondo Vincenzio Tanania, partner Digital Innovation di PwC Italia, “l’ecosistema Agritech del Mezzogiorno è in transizione verso un’innovazione di sistema che integra dimensioni ambientali, climatiche e sociali. Per consolidare questa traiettoria servono investimenti mirati, capitale umano qualificato e una riduzione del divario digitale del comparto agricolo.”
Giampaolo Colletti, direttore di StartupItalia, aggiunge: “Le startup stanno dimostrando che l’innovazione può nascere anche lontano dai tradizionali poli tecnologici. La sfida ora è rafforzare il dialogo tra imprese, investitori e istituzioni affinché le tecnologie sviluppate possano trasformarsi in crescita industriale e competitività internazionale.”



