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23 Ottobre 2026

Economia circolare: l’Italia ricicla l’85,6% dei rifiuti, supera la media UE

L'Italia guida l'Europa nella circolarità, ma la sfida resta trasformare il primato in vantaggio competitivo.

Economia circolare: l'Italia ricicla l'85,6% dei rifiuti, supera la media UE

L’Italian Business & SDGs Annual Forum, organizzato a Bologna dal UN Global Compact Network Italia, ha riunito rappresentanti di più di 840 imprese, istituzioni, università e associazioni della società civile. L’evento ha avuto come tema centrale l’economia circolare, presentata come leva di innovazione, efficienza e crescita sostenibile per il tessuto produttivo nazionale.

Durante il Forum sono stati divulgati i risultati della più recente Communication on Progress 2026, il report annuale che monitora l’avanzamento delle aziende aderenti al Global Compact rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile. I dati evidenziano come l’Italia si posizioni al secondo posto nella classifica europea di circolarità, ma mostrano anche le aree dove le imprese devono ancora espandere le proprie pratiche.

Italia al secondo posto nell’indice europeo di circolarità: numeri chiave

L’indice di circolarità italiano ha raggiunto 65 punti, dietro ai Paesi Bassi (69,3) e davanti a Germania (58,8), Francia (57,9) e Spagna (54). Su una quantità di rifiuti gestiti pari a circa 160 milioni di tonnellate, il Paese ne ricicla 137 milioni, corrispondenti all’85,6% – più del doppio della media europea, che si attesta al 41,2%.

Valore economico del riciclo

Il tasso di recupero e reimmissione di materiali nel ciclo produttivo è il più elevato d’Europa, con una quota del 21,6%. Inoltre, per ogni chilogrammo di risorse consumate, l’economia italiana genera 4,7 euro di PIL, rispetto alla media UE di 3 euro. Questi indicatori dimostrano che la circolarità non è solo un obiettivo ambientale, ma anche una fonte di valore aggiunto per la crescita economica.

Impegno delle imprese italiane: risultati della Communication on Progress 2026

L’analisi, basata su un campione di 524 aziende (circa l’82% degli aderenti al network), evidenzia che la gestione dei rifiuti è il settore dove le imprese mostrano il più alto livello di coinvolgimento: il 85% delle grandi società e il 75% delle PMI hanno introdotto pratiche di circular economy nella gestione dei propri scarti.

Il secondo ambito più monitorato riguarda l’integrazione di pratiche circolari nei processi operativi, con il 73% delle grandi imprese e il 67% delle PMI che dichiarano di aver avviato interventi in tal senso. La progettazione di prodotti o servizi secondo criteri di circolarità è adottata dal 65% delle grandi aziende e dal 55% delle PMI.

Per quanto riguarda gli impegni formali, il 62% delle grandi imprese e il 64% delle PMI hanno definito una policy o un obiettivo specifico in materia di economia circolare. Il monitoraggio dei risultati è previsto dal 69% delle grandi aziende e dal 55% delle medie realtà, mentre la collaborazione lungo la catena del valore coinvolge il 68% delle grandi imprese e il 58% delle PMI.

Prospettive e strumenti per trasformare il primato in vantaggio competitivo

Filippo Bettini, presidente del UN Global Compact Network Italia, sottolinea che il nuovo Circular Economy Act dell’Unione Europea potrà creare un mercato unico per le materie prime seconde, favorendo la disponibilità di materiali riciclati di alta qualità. Per l’Italia, ancora fortemente dipendente dalle importazioni di risorse vergini, tale normativa rappresenta un’opportunità per consolidare la propria **competitività** e migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti.

Daniela Bernacchi, executive director del network, osserva che la maturità delle pratiche circolari è ormai comparabile tra grandi imprese e PMI, ma la sfida è scalare questi approcci lungo l’intera filiera. La integrazione sistemica dei principi di circolarità nei processi produttivi, nella progettazione e nelle relazioni con fornitori dovrebbe diventare una componente chiave della strategia industriale italiana a lungo termine.

I dati presentati al Forum confermano che l’Italia è leader europeo nella gestione dei rifiuti e nell’efficienza delle risorse. Tuttavia, la vera trasformazione richiederà politiche di mercato adeguate, investimenti in tecnologie di riciclo avanzate e una più ampia diffusione delle pratiche circolari lungo tutta la catena del valore.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.