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22 Ottobre 2026

Scuola celebra l’aria e giovani protestano: un quadro di sostenibilità e tensioni

Una celebrazione scolastica sull'aria e una protesta violenta: due volti della stessa generazione che lottano per un futuro più pulito e più giusto.

Scuola celebra l’aria e giovani protestano: un quadro di sostenibilità e tensioni

Il 21 ottobre 2026 l’Istituto Comprensivo Giacomo Puccini di Lucca ha organizzato la Festa dell’Aria un evento che ha coinvolto più di settecento alunni di asili, primarie e scuole medie. Nonostante la pioggia, i ragazzi hanno animato i cortili di Monte San Quirico, San Marco e Mutigliano con laboratori di aquiloni, bolle di sapone giganti, canzoni e giochi, tutti incentrati sul tema della qualità dell’aria e della sostenibilità ambientale. Il progetto, che fa parte del piano didattico per l’anno scolastico 2026-2027, è stato ideato dalla dirigente Emilia Ciampanella e realizzato grazie all’impegno di un corpo docente attivo, tra cui Rosetta Santangelo e Angela Messina.

Attività sperimentali e messaggi di tutela ambientale

Alle scuole dell’infanzia i bambini hanno costruito aquiloni e girandole, simboli di leggerezza e di libertà dell’aria, mentre alle elementari hanno trasformato le girandole in bandiere della pace e hanno organizzato esercizi di collaborazione per capire come “volare” insieme. Nella scuola secondaria di Mutigliano, gli alunni hanno disputato una mini-Olimpiade all’aperto, alternando sport, letture e poesie dedicate all’atmosfera terrestre. Al termine della giornata, tutte le classi hanno prodotto un breve video per le famiglie, con un messaggio comune: curare l’ambiente è un dovere collettivo.

Coinvolgimento delle famiglie e della comunità

La direttrice Ciampanella ha sottolineato che la condivisione dei risultati con le famiglie rende la scuola un luogo di crescita integrata dove valori ecologici si consolidano anche al di fuori delle aule. I genitori, invitati a visionare il materiale prodotto dai loro figli, hanno potuto partecipare a un dialogo aperto su come migliorare la qualità dell’aria nel territorio lucchese.

Rivolta giovanile a Ferrara e Cento: un’altra faccia della protesta

Lo stesso giorno, in Emilia-Romagna, la tranquillità è stata interrotta da un gruppo di giovani, per lo più minorenni, che si è radunato davanti agli istituti Isit Bassi Burgatti e F.lli Taddia a Cento. Intorno alle 7.45, i manifestanti hanno acceso fumogeni e lanciato petardi, attirando l’attenzione di un consistente profilo di forze dell’ordine. Si stima che siano stati circa 150 i partecipanti, i quali si sono poi dispersi verso il Parco del Gigante, la via Baruffaldi e l’autostazione.

Incursione al centro commerciale 102

Il punto più critico si è verificato al centro commerciale 102, dove una quaranta di persone, di origine italiana, magrebina e albanese, ha cercato di forzare le porte del negozio Action. I clienti, spaventati, hanno assistito a uno scontro con le guardie di sicurezza e i carabinieri, che sono riusciti a contenere la folla. Un cittadino albanese è intervenuto, facendo leva sulla nazionalità condivisa dei partecipanti e invitandoli a non macchiare la bandiera con atti di vandalismo.

Le discussioni sui social, nei gruppi di messaggistica istantanea, hanno alimentato la possibilità di una nuova manifestazione a Cento per il successivo sabato, collegando la protesta al “cari vita” e alle tensioni scolastiche. Genitori preoccupati hanno espresso timori sulla sicurezza dei figli, mentre politici locali hanno richiesto un intervento tempestivo per garantire la protezione di scuole e cittadini.

Giovani, ambiente e disagio: un filo conduttore

Le due vicende, seppur divergenti nella forma, condividono un elemento comune: la voce dei giovani. Da una parte, gli alunni di Lucca hanno scelto il canto, il gioco e la creatività per promuovere la consapevolezza ambientale dall’altra, i giovani di Ferrara e Cento hanno espresso frustrazione per il costo della vita e la percezione di un futuro incerto, ricorrendo a forme di protesta più radicali. Il ruolo dei social media, soprattutto TikTok, ha facilitato la rapida diffusione di appelli e la formazione di reti informali, senza una leadership tradizionale.

Entrambi gli eventi mostrano come la generazione Z si trovi a dover affrontare sfide ambientali ed economiche contemporaneamente. Nelle scuole, la educazione alla sostenibilità cerca di fornire strumenti di cambiamento; nelle strade, la mancanza di risposte concrete da parte delle istituzioni alimenta un senso di marginalità. Il dialogo tra istituzioni scolastiche, famiglie e autorità locali diventa quindi cruciale per trasformare l’energia giovanile in un impulso positivo piuttosto che in conflitto violento.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.