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20 Ottobre 2026

Antalya e le spinte dal Pacifico: priorità e proteste per la Cop31

Antalya ospita la Cop31 con la presidenza della Türkiye e il partenariato Australia-Pacifico; preoccupazioni su 1,5°C, finanza climatica e le azioni collettive in Europa si intrecciano

Antalya e le spinte dal Pacifico: priorità e proteste per la Cop31

La Cop31 si svolge ad Antalya sotto la presidenza della Türkiye con un ruolo di primo piano affidato al partenariato Australia-Pacifico. Questo allineamento ha lo scopo di mettere al centro delle negoziazioni le istanze dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS) che chiedono misure concrete per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C e per rafforzare strumenti finanziari e di adattamento.

Partnership Türkiye–Australia e il peso dei SIDS nelle negoziazioni

La presidenza ospitante ha costruito un quadro collaborativo che integra le esigenze delle nazioni del Pacifico nel processo negoziale. Le consultazioni pre-Cop, svolte anche nelle Figi e a Tuvalu hanno consolidato impegni politici che mirano a tradurre le priorità locali in elementi negoziali formali ad Antalya. In particolare, la cosiddetta Dichiarazione Taku Pakasoa è emersa come riferimento politico per elevare la richiesta di mantenere il limite di 1,5°C e per guidare l’ambito delle ambizioni nazionali.

Strumenti e iniziative regionali

Tra gli esiti concreti delle riunioni pre-Cop vi è la spinta per mobilitare risorse attraverso meccanismi come il Pacific Resilience Facility (PRF) pensato per offrire finanziamenti accessibili per l’adattamento climatico e la resilienza ai disastri. Al tempo stesso sono state valorizzate le conoscenze indigene, con iniziative come la Bula Village Exhibition che sposano approcci comunitari alla resilienza e richieste di riconoscimento nei piani nazionali.

Priorità negoziali a Antalya: ambizione, finanza e perdite e danni

Le aspettative per la Cop31 includono tre direttrici principali. La prima riguarda il rafforzamento degli NDC (contributi determinati a livello nazionale) affinché siano più ambiziosi e orientati all’implementazione pratica per rispettare l’obiettivo di 1,5°C. La seconda riguarda il finanziamento climatico delegati e istituzioni internazionali dovranno lavorare su meccanismi che garantiscano risorse prevedibili, prevalentemente sotto forma di sovvenzioni e con accesso diretto per i Paesi più vulnerabili. La terza direttrice punta a consolidare i meccanismi per perdite e danni per sostenere comunità che già subiscono impatti irreversibili del cambiamento climatico.

Ruolo strategico della Türkiye nei collegamenti regionali

La collocazione geografica e l’industria della Türkiye offrono opportunità per facilitare il trasferimento di tecnologie pulite e rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento tra Europa, Medio Oriente e Asia. Le sessioni ad Antalya sono concepite anche per promuovere partenariati pratici per la transizione energetica e per attrarre investimenti nella transizione delle infrastrutture

Protesta sociale e connessioni nazionali: l’Italia e il Climate Pride

Parallelamente ai lavori diplomatici, in diversi Paesi europei sono tornate le mobilitazioni che uniscono clima, costo della vita e questioni territoriali. In Italia, movimenti come Fridays for Future stanno cercando di superare la tradizionale nicchia ambientalista per tessere alleanze con comitati locali e sindacati, mostrando come la dipendenza dai combustibili fossili esacerbi la vulnerabilità economica di famiglie e imprese. Il 14 novembre è prevista a Roma la manifestazione denominata Climate Pride che raggrupperà decine di associazioni con richieste di giustizia climatica e sociale.

Collegamenti tra crisi energetica e sociale

Le proteste per il caro vita e le azioni per il clima convergono su nodi comuni: aumento dei prezzi dell’energia, perdita di potere d’acquisto e necessità di politiche che proteggano i più esposti. Studi recenti citati nelle discussioni pubbliche indicano che shock nei prezzi dei combustibili fossili possono spingere l’inflazione e che aumentare la produzione da fonti rinnovabili contribuisce a stabilizzare i prezzi all’ingrosso dell’elettricità. Questi elementi alimentano il ragionamento politico che lega mitigazione, adattamento e politiche sociali.

Allo stesso tempo, le piazze europee richiamano l’attenzione sulla necessità di integrare la giustizia sociale nelle politiche climatiche, mettendo in relazione vertenze locali e negoziati internazionali.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.