Salta al contenuto
19 Ottobre 2026

COP31 in Turchia: l’Ue punta sull’attuazione fino al 2040

L'Ue intende alla COP31 in Turchia trasformare le promesse sul clima in interventi concreti e chiedere l'estensione del programma di mitigazione delle Nazioni Unite fino al 2040.

COP31 in Turchia: l’Ue punta sull’attuazione fino al 2040

L’Unione europea arriva alla COP31 di Antalya con un approccio pragmatico: meno retorica, più attuazione. La strategia elaborata a Bruxelles vuole concentrare il vertice sulle azioni pratiche per ridurre le emissioni e mantenere aperto il programma di lavoro sulla mitigazione dell’ONU fino al 2040, un tavolo negoziale che consente ai governi di confrontarsi sulle politiche di riduzione delle emissioni e di identificare ulteriori margini di intervento.

Il cambio di passo europeo nasce dall’esperienza del vertice precedente in Brasile, terminato senza nuovi impegni vincolanti: per questo motivo l’Ue privilegia ora l’implementazione degli obblighi esistenti rispetto a obiettivi completamente nuovi, mirando a evitare promesse non tradotte in pratiche efficaci.

Proroga del programma di mitigazione e ruolo negoziale di Dublino

Uno degli elementi centrali della bozza negoziale redatta dall’Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE, è la richiesta di prolungare fino al 2040 il programma di lavoro sulla mitigazione. Questo strumento, previsto nei negoziati ONU, è pensato come un forum permanente per esaminare le politiche nazionali di riduzione delle emissioni e stimolare ambizioni maggiori.

Perché estendere il mandato fino al 2040

Secondo Bruxelles, mantenere attivo il tavolo fino al 2040 permette di creare continuità tecnica e politica: con sessioni regolari i governi possono valutare progressi, correggere traiettorie e condividere soluzioni su transizione energetica ed elettrificazione. La proroga mira inoltre a mettere sotto pressione i Paesi che rischiano di non rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, dopo le recenti valutazioni ONU che segnalano il rischio di superare la soglia di 1,5 °C.

Focus su attuazione: dall’elettrificazione al phase-out dei fossili

La linea negoziale dell’UE privilegia misure concrete sul terreno, in particolare il rafforzamento delle partnership internazionali per accelerare la transizione dai combustibili fossili e promuovere l’elettrificazione dei settori ad alta intensità energetica. Il ministro irlandese per il Clima ha indicato come priorità il consolidamento di collaborazioni tecniche e finanziarie finalizzate alla sostituzione del carbone, del petrolio e del gas con fonti rinnovabili e infrastrutture elettriche resilienti.

Nel documento strategico si legge la volontà di evitare scontri pubblici su questioni particolarmente divisive, preferendo invece negoziazioni mirate all’attuazione degli impegni già presi. Questo approccio tiene conto delle resistenze emerse in passato da grandi economie emergenti e da Paesi produttori di fossili, che temono impatti negativi sulla crescita economica.

Tensioni sulla finanza climatica e sussidi ai fossili

Un punto di frizione rilevante riguarda la finanza internazionale. Bruxelles, pur riconoscendo l’importanza di sostenere le economie più vulnerabili con risorse pubbliche agevolate, ha escluso l’offerta di nuovi impegni finanziari specifici per la COP31. Questo orientamento potrebbe creare contrasti con i Paesi in via di sviluppo, che chiedono un ampliamento del sostegno, in particolare per l’accesso al Fondo per le perdite e i danni (loss and damage).

Allo stesso tempo, il Consiglio dell’UE ha ribadito la necessità di eliminare gradualmente i sussidi inefficaci ai combustibili fossili pur senza definire dettagli operativi su come riallocare quei flussi finanziari. Organizzazioni della società civile hanno sollevato critiche proprio sulla mancanza di indicazioni concrete su meccanismi per togliere i finanziamenti pubblici ai fossili e reindirizzarli verso la transizione pulita.

Strategia negoziale e messaggio alla conferenza

La strategia dell’UE per la COP31 combina una componente politica e una tecnico-operativa: da un lato la richiesta di mantenere aperto il quadro di negoziazione sulla mitigazione fino al 2040, dall’altro la promozione di misure immediatamente applicabili per l’elettrificazione e la decarbonizzazione settoriale. L’obiettivo di Bruxelles è chiaro: evitare che le promesse restino lettere morta e costruire strumenti di confronto che portino a risultati misurabili.

L’esito atteso del vertice dipenderà in gran parte dalla capacità dell’UE di trovare alleati tra Paesi disposti a concentrarsi su attuazione e cooperazione tecnica piuttosto che su nuovi impegni di spesa. In tale contesto, la COP31 rappresenta una prova sulla sostenibilità politica delle strategie pragmatiche in un panorama geopolitico complesso.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.