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23 Agosto 2026

La fine del GPL per Dacia: analisi delle conseguenze future

Dacia ha annunciato che non proporrà più auto a GPL dopo il 2030 a causa delle nuove normative europee. Scopri le ragioni di questa scelta e cosa significa per il futuro delle auto a basse emissioni.

La fine del GPL per Dacia: analisi delle conseguenze future

Dacia, marchio del Gruppo Renault, ha deciso di dire addio al GPL dopo il 2030. Questa scelta è dettata dalle nuove normative europee che rendono sempre più difficile la sostenibilità industriale di questa tecnologia. Il GPL, pur essendo una soluzione pratica e conveniente, non riuscirà a soddisfare i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ imposti dall’Unione Europea.

Il GPL ha rappresentato una soluzione di transizione efficace, offrendo un compromesso tra costi contenuti e riduzione delle emissioni rispetto alla benzina. Tuttavia, con l’avvicinarsi del 2030, le nuove regole europee rendono questa tecnologia sempre meno conveniente. I costruttori sono obbligati a ridurre le emissioni medie delle loro flotte, e il GPL non riesce a garantire i benefici necessari per raggiungere questi obiettivi.

Perché il GPL oggi funziona

Il successo del GPL è dovuto a tre fattori principali: costi di acquisto e gestione contenuti, rete e infrastruttura già mature, e emissioni inferiori rispetto alla benzina. Una vettura a GPL può ridurre le emissioni medie di CO₂ di circa 10 g/km, e con l’aiuto della tecnologia mild hybrid, questo miglioramento può arrivare a 20 g/km. Questi numeri hanno reso il GPL una scelta sensata per chi cerca un compromesso tra accessibilità e sostenibilità.

Le nuove regole UE dal 2030

Le normative europee stanno diventando sempre più severe, obbligando i costruttori a vendere una quota crescente di veicoli a zero emissioni. Il pacchetto Fit for 55 indirizza il mercato verso l’azzeramento delle emissioni di CO₂ per le nuove immatricolazioni di auto e furgoni. In questo contesto, investire in soluzioni intermedie come il GPL diventa una scelta con ritorni sempre più incerti.

Obiettivi CO₂ più severi

Le nuove regole europee impongono una forte riduzione delle emissioni medie rispetto ai livelli di riferimento. I costruttori devono vendere una quota crescente di veicoli a zero emissioni per compensare quelli termici. In questo scenario, il GPL rischia di diventare insufficiente per raggiungere gli obiettivi di flotta.

Neutralizzazione delle emissioni sui nuovi veicoli leggeri

Il pacchetto Fit for 55 mira all’azzeramento delle emissioni di CO₂ per le nuove immatricolazioni di auto e furgoni. In un contesto del genere, investire in soluzioni intermedie come il GPL diventa una scelta con ritorni sempre più incerti.

Cosa significa per Dacia

Quando Dacia parla di fine del GPL, non sta dicendo che la tecnologia smetterà di funzionare. Sta dicendo che per restare dentro i parametri normativi e mantenere prezzi competitivi, servirebbero interventi tecnici e industriali che farebbero salire i costi. Dacia deve scegliere tra alzare i prezzi, perdendo parte del vantaggio competitivo, o comprimere i margini, rendendo il progetto poco sostenibile.

Il caso della Sandero è emblematico. Questo modello ha beneficiato molto del GPL in termini di posizionamento, con tanta domanda e costi gestibili. Tuttavia, man mano che ci si avvicina al 2030, l’offerta tenderà a spostarsi verso motorizzazioni che aiutino di più a ‘pulire’ la media di flotta, a partire dall’elettrico.

Parallelamente, Dacia prepara una fase di crescita, con l’arrivo di nuove proposte nel mercato dei veicoli più competitivi. Tra le ipotesi più rilevanti c’è l’arrivo di una proposta nel perimetro della Škoda Octavia, con un prezzo d’attacco potenzialmente intorno ai 23.000 euro.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.