Salta al contenuto
15 Agosto 2026

Osservatorio sull’usura degli pneumatici: dove finiscono le particelle disperse

L'usura degli pneumatici è un problema ambientale spesso trascurato. Scopri come l'Osservatorio OIP sta studiando questo fenomeno e quali soluzioni vengono adottate per ridurne l'impatto.

Osservatorio sull'usura degli pneumatici: dove finiscono le particelle disperse

Gli pneumatici sono un elemento essenziale per il trasporto su strada, ma il loro impatto ambientale è spesso sottovalutato. Oltre alla gestione dei Pneumatici Fuori Uso è fondamentale considerare l’usura che si verifica durante il loro utilizzo. L’Osservatorio Impatto Pneumatici (OIP) promosso da EM Fleet, si propone di approfondire questo fenomeno ancora poco conosciuto.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di studiare l’abrasione degli pneumatici durante il loro ciclo di vita, raccogliendo dati sull’usura e sui fattori che possono influenzarla. Questo progetto riguarda non solo le automobili, ma anche gli autobus e i veicoli industriali e si concentra su ciò che avviene tra il montaggio e la sostituzione degli pneumatici.

L’usura degli pneumatici e le particelle disperse nell’ambiente

Uno degli aspetti più interessanti dell’Osservatorio è la domanda che pone: dove finiscono i 13 chilogrammi che scompaiono da uno pneumatico durante il suo utilizzo? Secondo le stime di EM Fleet, uno pneumatico destinato ad autobus o veicoli industriali può perdere mediamente circa 13 kg di materiale. Queste particelle possono rimanere sulla pavimentazione stradale, essere trasportate dalle acque meteoriche verso le reti di drenaggio o disperse nell’aria.

Per un mezzo industriale dotato di sei pneumatici, si stima che possano essere generati circa 78 kg di materiale disperso nell’arco del ciclo di utilizzo. Questi valori sono indicativi e l’Osservatorio mira a approfondirli attraverso nuove analisi e una raccolta più sistematica dei dati.

La sperimentazione dell’HVO nella flotta ferroviaria e stradale di FS Logistix

Nel frattempo, FS Logistix sta facendo passi da gigante nella transizione energetica sperimentando l’uso dell’HVO un biocarburante avanzato per alimentare parte della sua flotta ferroviaria e stradale. Questa iniziativa coinvolge le attività di Mercitalia Rail e Mercitalia Shunting & Terminal e fa parte del percorso di decarbonizzazione del Gruppo FS, che punta al raggiungimento del Net Zero entro il 2040.

La sperimentazione riguarda sia le locomotive sia i mezzi impiegati nel trasporto su gomma. In Mercitalia Rail sono in corso test su due locomotive, una destinata alla trazione e una alle attività di manovra, con un consumo previsto di circa 15.000 litri di biocarburante. L’HVO è già utilizzato anche dai locomotori di manovra di Mercitalia Shunting & Terminal nei siti di Santo Stefano Magra e Valdellora.

Sul fronte stradale, l’impiego del biocarburante è stato accompagnato dal progressivo rinnovo della flotta. Sono 21 i veicoli Euro 6 introdotti e alimentati con HVO. Nel 2026, FS Logistix ha consumato circa 19.000 litri di questo carburante, evitando, secondo i dati forniti dalla società, fino a circa 40 tonnellate di CO₂ rispetto all’utilizzo del gasolio. La riduzione viene quantificata come equivalente alle emissioni annuali di circa 15-20 autovetture.

Cos’è l’HVO e perché FS Logistix lo utilizza

L’HVO, acronimo di Hydrotreated Vegetable Oil è un biocarburante avanzato ottenuto da materie prime rinnovabili come oli alimentari esausti, scarti agroalimentari e residui organici. Uno degli elementi evidenziati da FS Logistix è la possibilità di utilizzarlo nei motori diesel esistenti senza apportare modifiche ai mezzi o alle infrastrutture.

Secondo FS Logistix, l’utilizzo dell’HVO nei locomotori diesel e nei mezzi aziendali può consentire una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 90% rispetto al gasolio tradizionale. La società sottolinea inoltre la possibilità di mantenere la continuità operativa e la compatibilità con le flotte esistenti.

L’interesse per il biocarburante deriva anche dalla possibilità di intervenire sui mezzi che utilizzano motori diesel senza attendere la sostituzione dell’intera flotta con tecnologie differenti. Nel caso di FS Logistix, l’HVO viene inserito tra gli strumenti disponibili per accompagnare la riduzione delle emissioni nel settore della logistica.

L’obiettivo del 60% di HVO nel trasporto su gomma entro il 2030

La sperimentazione si inserisce in un programma più ampio di decarbonizzazione delle società di FS Logistix. Il Gruppo FS ha fissato l’obiettivo del Net Zero entro il 2040, mentre per il 2030 è previsto il raggiungimento di una quota del 60% di utilizzo dell’HVO nei trasporti su gomma.

Per FS Logistix, l’obiettivo è integrare sostenibilità, efficienza operativa e competitività attraverso l’introduzione progressiva di tecnologie e carburanti alternativi. La sperimentazione sulle locomotive e l’estensione dell’HVO alla flotta stradale rappresentano, in questo quadro, due interventi paralleli all’interno della strategia di decarbonizzazione della logistica.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.