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25 Giugno 2026

Social Change Manager: come la formazione di UniCredit potenzia le pmi del Sud

Un'iniziativa promuove la figura del Social Change Manager attraverso formazione gratuita, un albo nazionale e partnership con università e Confindustria Campania Piccola Industria per rispondere alla crescente domanda di competenze ESG nelle pmi del Sud

Social Change Manager: come la formazione di UniCredit potenzia le pmi del Sud

La spinta verso modelli di produzione e consumo più sostenibili in Italia sta creando nuovi ruoli professionali: tra questi emerge la figura del Social Change Manager pensata per accompagnare le piccole e medie imprese nella transizione ambientale e sociale. Un programma nazionale promosso dalla Banking Academy di UniCredit prevede la creazione di un albo professionale che metta in relazione giovani competenze e fabbisogni concreti delle imprese del Sud Italia, con il supporto di Confindustria Campania Piccola Industria.

Il progetto si inserisce in un contesto in cui innovazione, transizione verde e sviluppo del capitale umano sono considerati leve strategiche per la competitività del sistema produttivo nazionale. L’iniziativa punta a costruire un marketplace qualificato tra territori, imprese e professionisti della sostenibilità, riducendo la frammentazione esistente e facilitando l’accesso delle pmi a competenze specializzate.

Road to Social Change: formazione, albo e integrazione con le pmi del Sud

La sesta edizione del percorso formativo denominato Road to Social Change offre un mix di formazione e networking focalizzato sulla sostenibilità integrale. Il programma è offerto gratuitamente ai partecipanti e si propone di trasformare laureandi e giovani professionisti in figure operative in grado di affiancare le imprese su temi ambientali, sociali e di governance. L’obiettivo dichiarato è creare oltre 2.000 professionisti entro il 2026, con una prima platea di 300 figure inserite nell’albo nazionale e reclutate tra gli atenei del Sud.

Attraverso la sinergia con 12 università meridionali e la partnership con Confindustria Campania Piccola Industria il progetto favorisce l’incontro tra domanda e offerta di lavoro: da un lato le pmi cercano competenze per rendere la propria attività più sostenibile e resiliente; dall’altro i giovani acquisiscono strumenti pratici e opportunità di inserimento nel territorio. La proposta vuole quindi colmare un gap di competenze, creando percorsi misurabili e replicabili per la trasformazione aziendale.

Partecipazione e partner

Tra i partner della VI edizione compaiono realtà come Will MediaPolitecnico di TorinoNativa S.r.l. Società benefitIstud Business School e Another Brick. La presenza di questi partner sottolinea l’approccio multidisciplinare del programma, che combina competenze finanziarie, tecnologiche e di comunicazione per rendere la transizione sostenibile operativa nelle filiere produttive locali.

Perché le pmi investono in sostenibilità: dati e priorità pratiche

Le piccole e medie imprese italiane stanno progressivamente valutando la sostenibilità come un elemento strategico. Un’ampia parte del tessuto produttivo considera l’adozione di criteri ESG come un vantaggio competitivo: non solo per la reputazione, ma per la capacità di preservare valore nel tempo e rispondere più rapidamente a cambiamenti ambientali, sociali ed economici. In particolare, molte pmi attribuiscono maggiore importanza alle componenti Social e Environmental riconoscendone il ruolo nel rafforzare le filiere e attrarre capitale umano qualificato.

In questo scenario la presenza di figure come il Social Change Manager diventa cruciale per tradurre politiche e obiettivi in pratiche operative: dalla mappatura dei processi produttivi all’implementazione di indicatori di sostenibilità, fino alla comunicazione verso clienti e stakeholder. Il risultato atteso è una trasformazione che sia concreta e misurabile capace di incidere su costi, efficienza energetica e resilienza delle aziende.

Dichiarazioni e ruolo territoriale

Responsabili del progetto hanno sottolineato come la formazione sia uno strumento di abilità più che solo finanziario: per i territori del Sud l’introduzione di giovani talenti nelle filiere produttive è vista come una leva per aumentare la competitività. La collaborazione con Confindustria Campania Piccola Industria e le università mira a creare percorsi di inserimento direttamente collegati ai bisogni delle imprese locali, favorendo un impatto immediato sulle attività produttive.

In ultima analisi, l’iniziativa prova a costruire un ecosistema digitale e umano che renda accessibili alle pmi strumenti e competenze per gestire la transizione verso modelli più sostenibili. La combinazione di formazione gratuitaalbo professionale e collegamento diretto con le imprese rappresenta un approccio operativo per scalare competenze ESG nei territori meridionali.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.