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23 Giugno 2026

Sostenibilità della pesca europea: analisi delle politiche e delle sfide attuali

Il settore della pesca europea si trova a un bivio critico. Scopri le sfide e le prospettive per una pesca sostenibile e resiliente.

Sostenibilità della pesca europea: analisi delle politiche e delle sfide attuali

Il settore della pesca europea si trova a un bivio critico. Nonostante i progressi concreti dal 2013 e un numero maggiore di stock ittici pescati in modo sostenibile, il commissario europeo alla Pesca e agli Oceani, Costa Kadis, ha lanciato un allarme durante il Consiglio Agricoltura e Pesca del 22 giugno a Lussemburgo. La riunione ha discusso della politica comune della pesca, della sostenibilità e del regolamento sulle condizioni per il sostegno UE a pesca ed acquacoltura e marittima per il periodo 2028-2034.

Progressi e sfide nella pesca sostenibile

Le conclusioni del consiglio Agrifish hanno evidenziato continui progressi verso una pesca sostenibile, con una diminuzione della pressione di pesca in molti bacini marittimi e un numero maggiore di stock ittici gestiti a livelli sostenibili. Tuttavia, Kadis ha presentato uno scenario più negativo, sottolineando che il settore si trova a un bivio critico. Tra le sfide emergono la lenta ripresa di alcuni stock, in particolare nel Mar Baltico, nel Mediterraneo e nel Mar Nero, e gli impatti dei cambiamenti climatici, del degrado ambientale e della volatilità del mercato.

Priorità per il futuro

I ministri della pesca degli Stati membri hanno valutato le proposte dell’esecutivo e delineato le priorità nazionali per l’anno successivo. Tra le preoccupazioni condivise figurano la prevedibilità e stabilità, la semplificazione, la modernizzazione della flotta e la decarbonizzazione, il ricambio generazionale e il futuro dell’acquacoltura. La Commissione ha sottolineato la necessità di continuare a basare le opportunità di pesca sulle migliori consulenze scientifiche disponibili, sostenendo al contempo la resilienza, la competitività e la redditività a lungo termine del settore.

Valutazione del regolamento sulla politica comune della pesca

I ministri hanno tenuto uno scambio di opinioni sulla valutazione del regolamento sulla politica comune della pesca (PCP), il quadro normativo UE che mira a garantire che le attività di pesca e acquacoltura siano gestite in modo ecosostenibile. Hanno discusso di come garantire che la PCP raggiunga in modo efficace ed equilibrato i suoi obiettivi ambientali, economici e sociali, migliorando l’attuazione pratica e la fattibilità della politica. La presidenza cipriota del Consiglio dell’UE ha fornito un aggiornamento sullo stato del regolamento che definisce le condizioni per il sostegno UE alla pesca, all’acquacoltura e alla politica marittima per il periodo 2028-2034.

Sostegno finanziario e decarbonizzazione

Il regolamento proposto fa parte del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) e definisce in dettaglio le condizioni per il sostegno dell’Unione alla politica comune della pesca e ai settori correlati. La presidenza cipriota ha affrontato le principali preoccupazioni degli Stati membri rafforzando le norme sul sostegno alla PCP, evidenziando il sostegno all’acquacoltura e garantendo il finanziamento continuo per il controllo della pesca e la raccolta dei dati. Ciò include anche uno stanziamento vincolato della PCP a 4 miliardi di euro. Le discussioni hanno indicato la necessità di ulteriori riflessioni sul tema del sostegno dell’Unione agli investimenti nei pescherecci, in particolare in relazione alla decarbonizzazione.

Pesce sostenibile di giugno: quali scegliere e quali evitare

Giugno è uno dei mesi più interessanti per portare in tavola pesce fresco, locale e di stagione. Le giornate si allungano, le ricette diventano più leggere e il banco della pescheria si riempie di pesce azzurro, specie mediterranee e alternative spesso più economiche rispetto ai soliti “grandi nomi”. Scegliere pesce sostenibile non significa solo comprare quello di stagione. Vuol dire anche fare attenzione alla provenienza, alla taglia, al metodo di pesca, alla freschezza e alla pressione sugli stock.

Specie da preferire

Tra le scelte migliori troviamo sardine, alici, sgombro, cefalo, sugarello, triglia e nasello. Queste specie sono abbondanti, di piccola o media taglia, provenienti da pesca locale e vendute nel rispetto delle taglie minime. Il pesce azzurro, in particolare, è spesso una scelta intelligente perché cresce più rapidamente rispetto ai grandi predatori, costa meno ed è ricco di omega 3.

Specie da limitare

Giugno è anche il mese in cui compaiono specie molto amate come tonno, pesce spada, ricciola, dentice, orata e spigola. Non sono tutte da demonizzare, ma vanno scelte con più attenzione. Il tonno, ad esempio, è uno dei pesci più richiesti e commercialmente importanti. Proprio per questo va consumato con moderazione, scegliendo solo prodotti tracciabili, certificati quando possibile e provenienti da filiere controllate.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.