Nel periodo 2024-2025 Albertini Packaging Group ha trasformato le proprie linee produttive in un banco di prova per la sostenibilità. L’introduzione della Heidelberg Speedmaster XL 106 ha consentito, a parità di volume, di ridurre i consumi energetici del 35,81%. Parallelamente, gli scarti di carta e l’impiego di sostanze chimiche sono diminuiti, dimostrando che l’adozione di tecnologie avanzate può incidere su più fronti della produzione.
Tecnologia, energia e sicurezza: i risultati misurabili di Albertini Packaging
Nel 2025 l’azienda ha avviato l’approvvigionamento di elettricità da fonti rinnovabili certificate portando la quota a 54% del consumo totale. Questa scelta ha determinato una riduzione di circa il 55% delle emissioni associate all’energia acquistata, calcolate con il metodo market-based. Inoltre, la spesa per materie prime è calata del 19% rispetto al 2024, segnale di una gestione più efficiente delle risorse. Sul fronte della sicurezza occupazionale il tasso di infortuni è sceso da 5,15 a zero, con quattro incidenti evitati rispetto all’anno precedente.
Formazione e competenze per una transizione efficace
Il bilancio formazione 2024-2025 ha coinvolto i dipendenti su tematiche chiave quali ESG, tracciabilità dei rifiuti, il nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi, metodologie Lean, nonché sviluppo di competenze manageriali e professionali. Questi percorsi hanno rafforzato la capacità interna di gestire e monitorare le nuove tecnologie, confermando che le persone sono un perno fondamentale del cambiamento.
Finanza sostenibile: dal boom dei green bond al valore del greenium
Il mercato dei titoli ESG ha raggiunto una capitalizzazione di 2 trilioni di euro su Euronext, con circa 4 000 obbligazioni sostenibili quotate a livello europeo e 700 in Italia. Questo sviluppo indica che la finanza verde non è più una nicchia, ma una componentistica strutturale dei mercati. Le analisi mostrano l’esistenza di un greenium ovvero un premio di rendimento negativo per le obbligazioni sostenibili rispetto a quelle tradizionali, soprattutto per emittenti con rating ESG medio-alto.
Resilience bond e la sfida della credibilità ESG
In risposta al crescente rischio climatico, è stato lanciato il primo Resilience Bond a Tokyo, un Use of Proceeds Bond destinato a progetti di adattamento climatico. Parallelamente, la discussione sulla credibilità delle valutazioni ESG evidenzia la necessità di superare modelli statici, integrando analisi d’impatto e scenari climatici estremi per una valutazione più realistica delle imprese.
Prospettive 2027: intelligenza artificiale, biodiversità e doppia materialità
Il prossimo anno vedrà l’intelligenza artificiale diventare protagonista nella catena dei dati ESG, riducendo i cicli di reporting da annuali a real-time e permettendo modellazioni predittive di rischi climatici. Allo stesso tempo, la biodiversità entrerà nella normativa obbligatoria grazie alle future disposizioni dell’ISSB, con 14 disclosure specifiche per la natura. Infine, la doppia materialità introdotta dagli ESRS richiederà alle aziende di valutare simultaneamente l’impatto dei loro investimenti sul contesto ambientale-sociale e l’influenza di quel contesto sui risultati finanziari, favorendo decisioni più integrate.



