Dal 9 al 20 novembre 2026 la 31ª Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si svolgerà ad Antalya, in Turchia. Il Padiglione Italia, realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con il supporto di Connect4Climate, si presenta come un hub di confronto dove più di 150 soggetti – istituzioni, imprese, università e organizzazioni internazionali – si incontreranno per tradurre gli impegni globali in azioni concrete. Il programma, ispirato alla Global Climate Action Agenda, è strutturato per mettere in evidenza la transizione energetica, la decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti, nonché le strategie di adattamento climatico e di rigenerazione urbana.
Programma: 54 appuntamenti e più di 150 partecipanti
Il calendario del Padiglione prevede 54 eventi distribuiti su tre settimane, con una presenza capillare di enti pubblici, privati e della società civile. Ottantaquattro organizzazioni hanno assunto il ruolo di promoter o co-organizzatore, garantendo una varietà di punti di vista. Tra le attività spiccano workshop, tavole rotonde e presentazioni di casi studio, tutti finalizzati a identificare soluzioni replicabili e a stimolare investimenti sostenibili. L’ampia platea di partecipanti permette di affrontare temi trasversali, dal digitale alle risorse idriche, creando un terreno fertile per la nascita di partnership internazionali.
Eventi istituzionali e ruolo del MASE
Su 54 incontri, 14 hanno carattere istituzionale. Il MASE ne organizza otto, concentrandosi su adattamento climatico e rigenerazione urbana. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) promuove quattro sessioni dedicate alla resilienza dei territori, mentre il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) conducono ciascuno un appuntamento. Queste iniziative istituzionali forniscono una cornice normativa e strategica, facilitando il dialogo tra policy maker e attori operativi e assicurando che le proposte emergenti siano ancorate a linee guida nazionali ed internazionali.
Temi strategici: innovazione, decarbonizzazione e cooperazione
Tra i macro-argomenti affrontati spiccano la Mission Innovation, che mette in luce le tecnologie emergenti per la produzione di energia a basse emissioni, e il programma 3DEN, finalizzato alla digitalizzazione delle reti elettriche. Il Adaptation Accelerator Hub sarà al centro di discussioni sui nuovi strumenti finanziari destinati a sostenere la transizione ecologica. Inoltre, il progetto EPIC Deploy presenterà soluzioni per il raffrescamento sostenibile, rispondendo alle sfide poste dall’aumento delle temperature. Sul piano internazionale, verranno analizzati il Corridoio Transcaspico, il partenariato con i Piccoli Stati insulari in via di sviluppo e il lancio del CLEAR Fund, mirato al potenziamento delle capacità di misurazione e regolamentazione delle emissioni.
Cooperazione internazionale e progetti sul territorio
L’AICS conduce una serie di interventi che mostrano come la cooperazione possa aumentare la resilienza climatica in contesti diversi. Verranno presentati casi studio dalla America Latina, dall’Africa e dall’Asia, con particolare attenzione alla gestione sostenibile dell’acqua in Etiopia, alla tutela delle foreste nei Balcani occidentali e alla protezione degli ecosistemi marini e delle comunità costiere nel Mediterraneo e nell’Oceano Indiano occidentale. Le autorità regionali italiane, università e centri di ricerca completeranno il quadro con esperienze sul adattamento urbano e sulla resilienza locale, evidenziando best practice pronti per essere scalati a livello globale.
Obiettivo finale: dal discorso all’azione concreta
Con la sua decima edizione, il Padiglione Italia intende consolidare il ruolo di piattaforma internazionale di dialogo fra istituzioni, ricerca, imprese e società civile. L’obiettivo è trasformare gli impegni presi nei trattati internazionali in progetti misurabili, investimenti tangibili e soluzioni facilmente replicabili. Attraverso la sinergia tra i settori pubblico e privato, e con il contributo attivo di giovani e di soggetti della società civile, il Padiglione mira a creare un effetto moltiplicatore capace di accelerare il percorso verso uno sviluppo più sostenibile e resiliente. La speranza è che le 54 iniziative presentate a Antalya diventino modelli di riferimento per le future politiche climatiche a livello globale.



