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30 Agosto 2026

CAAM Marche: interrogazioni e dubbi sulla nuova assunzione a tempo indeterminato

Il Centro Agroalimentare delle Marche è al centro di un dibattito politico per un bando pubblicato durante Ferragosto. Scopri i dettagli e le critiche.

CAAM Marche: interrogazioni e dubbi sulla nuova assunzione a tempo indeterminato

Il Centro Agroalimentare delle Marche (CAAM) è finito sotto i riflettori per un bando pubblicato l’11 agosto 2026, nel cuore delle ferie estive. La procedura, volta all’assunzione a tempo indeterminato di un nuovo coordinatore, ha sollevato numerose critiche per i tempi e le modalità. Il consigliere regionale Enrico Piergallini ha presentato un’interrogazione scritta per chiedere chiarimenti sulla sostenibilità e la necessità di questa scelta.

La vicenda assume particolare rilevanza in un momento di transizione per la governance del CAAM. Il precedente Consiglio di amministrazione ha concluso il proprio mandato con l’approvazione del bilancio 2026, mentre il rinnovo degli organi societari è stato rinviato a settembre. Il bando, basato su una deliberazione del 16 luglio, è stato pubblicato quasi un mese dopo, quando il CAAM si trovava in una fase di transizione.

Le critiche di Piergallini e la richiesta di trasparenza

Piergallini ha sollevato dubbi sulla necessità di un’assunzione a tempo indeterminato in un momento di incertezza per la società. “Non metto in discussione il diritto di una società a dotarsi delle professionalità di cui ha bisogno”, ha affermato, “ma ritengo doveroso chiedere se, in questo momento, un’assunzione a tempo indeterminato rappresenti una scelta realmente necessaria, sostenibile e coerente con la situazione del CAAM”.

La questione è resa ancora più delicata dalla presenza di un’indagine della Corte dei conti sulla convenienza della partecipazione della Regione Marche al CAAM. Piergallini ha richiesto informazioni sul Piano triennale del fabbisogno del personale, il Progetto Strategico, il business plan del Centro, oltre al costo complessivo della nuova assunzione e alla sua sostenibilità negli anni. Sono finite sotto la lente anche le situazioni debitorie della società, in particolare nei confronti del Comune di San Benedetto del Tronto.

La proposta di un moderno centro agroalimentare a Cosenza

Nel frattempo, a Cosenza, il dirigente del Partito Democratico Giacomo Mancini ha proposto la creazione di un moderno centro agroalimentare. La struttura dovrebbe collegare produttori, grossisti e sistema commerciale con le principali aree agricole della provincia. Mancini ha sottolineato l’importanza di dotare Cosenza di una struttura logistica avanzata, con spazi per la distribuzione, celle frigorifere e sistemi di tracciabilità.

La proposta non riguarda la ricostruzione dei vecchi mercati, ma la creazione di una nuova infrastruttura capace di rispondere alle esigenze moderne del settore agroalimentare. Mancini ha anche sollevato interrogativi sulla concessione dell’ex mercato di Vaglio Lise, chiedendo trasparenza sulla gestione dell’area e sulle somme effettivamente incassate dal Comune.

Le aree mercatali chiuse e la necessità di un nuovo centro

Mancini ha ricordato la chiusura di diverse aree mercatali cittadine, tra cui Vaglio Lise, via Asmara e via degli Stadi. “Cosenza ha perso luoghi nei quali per decenni si sono incontrati produttori e commercianti e si è creata economia”, ha affermato. La nuova struttura dovrebbe servire non solo Cosenza, ma anche l’intera area urbana, collegandola alle produzioni della Valle del Crati, della Sila, delle Serre cosentine e del Savuto.

La proposta di Mancini prevede il coinvolgimento di Regione Calabria, Camera di Commercio, organizzazioni agricole e operatori commerciali. Tuttavia, non sono ancora definiti localizzazione, costi, finanziamenti e percorso amministrativo. “Recuperare questa vocazione non significa tornare indietro. Significa trasformarla in economia, lavoro e opportunità per il futuro”, ha concluso Mancini.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.