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30 Luglio 2026

Certificazione PEFC per i boschi delle Dolomiti Friulane e Prealpi Giulie

Un importante traguardo per la sostenibilità: i boschi pubblici delle Dolomiti Friulane e Prealpi Giulie ottengono la certificazione PEFC, coinvolgendo oltre 19 mila ettari di foreste

Certificazione PEFC per i boschi delle Dolomiti Friulane e Prealpi Giulie

Un importante traguardo per la sostenibilità è stato raggiunto nelle Dolomiti Friulane e nelle Prealpi Giulie. I boschi pubblici di queste aree protette hanno ottenuto la certificazione PEFC un riconoscimento che attesta la gestione sostenibile delle foreste. Questo risultato arriva in un anno speciale, il trentesimo anniversario dall’istituzione dei due parchi naturali.

La certificazione PEFC non è solo un simbolo di qualità, ma un impegno concreto verso l’ambiente. Garantisce che i boschi siano gestiti nel rispetto di criteri ambientali, sociali ed economici promuovendo la biodiversità, la rigenerazione delle foreste e la riduzione del rischio di incendi e dissesti. Una gestione sostenibile protegge il suolo e le risorse idriche, contrasta i cambiamenti climatici e sostiene le attività economiche legate alla filiera del legno.

La certificazione PEFC: un impegno per il futuro

La certificazione PEFC è il risultato di verifiche indipendenti che attestano la conformità ai rigorosi standard di gestione forestale sostenibile. Questo riconoscimento è stato ottenuto grazie alla collaborazione tra Comuni, Parchi, Regione e altri enti proprietari. Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem e presidente di PEFC Italia, sottolinea l’importanza di una strategia condivisa per la gestione delle foreste.

Il Gruppo per la Gestione forestale sostenibile del Friuli Venezia Giulia, coordinato da Uncem FVG, ha raggiunto un traguardo significativo con quasi 105 mila ettari di foreste certificate. Ivan Buzzi, presidente di Uncem Friuli Venezia Giulia e sindaco di Pontebba, evidenzia come la certificazione rappresenti uno strumento rilevante per accrescere la competitività della filiera foresta-legno regionale.

Le sfide dell’overtourism nelle Dolomiti

Mentre i boschi delle Dolomiti ottengono il riconoscimento PEFC, un’altra sfida si presenta per queste montagne: l’overtourism. Francesco Abbruscato, presidente del CAI Veneto, racconta come la montagna sia cambiata negli ultimi decenni. Un tempo, i sentieri erano luoghi di incontro e condivisione, oggi sono affollati da migliaia di persone che cercano solo il selfie perfetto per i social.

L’overtourism sta snaturando la montagna, trasformando luoghi un tempo tranquilli in mete affollate. Le code alle Tre Cime di Lavaredo e i parcheggi sovraffollati sono solo alcuni esempi di questa situazione. Il dibattito sull’introduzione di un ticket d’ingresso per limitare l’accesso alle aree più turistiche è in corso, con opinioni contrastanti tra i vari attori locali.

Le proposte per gestire il turismo

Dario Vecellio Galeno, sindaco di Auronzo, rivendica il successo del sistema di prenotazione obbligatoria per accedere alle Tre Cime. Tuttavia, molti turisti continuano a ignorare le regole, arrivando senza prenotazione o utilizzando pullman che non rispettano il sistema. Walter De Cassan, presidente di Federalberghi Belluno, propone un biglietto d’ingresso per l’area UNESCO delle Dolomiti, sul modello di Venezia.

Non tutti sono d’accordo con questa soluzione. Il sindaco di Cortina, Lorenzi, sottolinea la necessità di un approccio studiato e ben organizzato, mentre Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, invita a non generalizzare. Propone di promuovere le zone meno affollate delle Dolomiti, offrendo alternative alle mete più conosciute sui social.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.