La sostenibilità è diventata un pilastro fondamentale per le aziende italiane, che stanno adottando strategie innovative per affrontare le sfide ambientali, sociali e di governance. In un contesto in cui la fiducia dei consumatori è in calo, le imprese devono dimostrare impegno concreto e trasparenza per costruire una reputazione solida e duratura.
In questo articolo, esploreremo le strategie adottate dalle aziende per integrare i criteri ESG, gli investimenti significativi in transizione climatica e le nuove regole introdotte per combattere il greenwashing.
Strategie per l’integrazione dei criteri ESG
L’integrazione dei criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) è diventata una priorità per molte aziende italiane. Cristiana Rogate, presidente e fondatrice di Refe, sottolinea che la sostenibilità non è più solo una questione di conformità, ma una leva di competitività che permette alle aziende di produrre valore nel tempo.
Refe, attiva dal 2006, ha sviluppato un metodo per migliorare le performance ESG attraverso una gestione integrata delle tre dimensioni. Rogate spiega che “non si può governare ciò che non si misura e non si può gestire ciò che non si conosce”, un concetto che definisce come “Rendersi conto per Rendere conto”.
Le aziende devono conoscere e governare la loro catena del valore per garantire coerenza tra ciò che dichiarano e gli impatti che producono. Questo approccio è fondamentale per costruire fiducia e affidabilità, soprattutto in settori come quello alimentare, dove la trasparenza è essenziale.
Investimenti in transizione climatica
Leonardo, il colosso della difesa, ha varato il Transition plan 2026 con investimenti per 1,2 miliardi di euro legati alla transizione climatica. Il piano si basa sui concetti di Ambition, Actions e Accountability, con un focus su strategia climatica, investimenti, gestione delle risorse naturali e circolarità.
Grazie a questi investimenti, Leonardo ha ridotto del 44% le emissioni dirette Scope I e Scope II rispetto al 2026, con una diminuzione del 32% degli acquisti di energia elettrica dalla rete esterna, del 23% dei prelievi idrici e del 22% dei rifiuti rispetto al 2019. Inoltre, il 79% delle fonti di finanziamento di Leonardo è collegato a parametri ESG.
Il gruppo ha anche investito nella formazione del personale, con il 64% della forza lavoro che possiede competenze STEM e oltre 37mila dipendenti che hanno partecipato a programmi di formazione sulle tematiche di sostenibilità nell’ultimo anno.
Nuove regole contro il greenwashing
La sfiducia dei consumatori verso i messaggi ambientali delle aziende è in aumento. Secondo il Sustainability study 2026, il 77% degli italiani non crede più ai claim ambientali delle aziende, e oltre la metà ha già smesso di acquistare prodotti per questo motivo.
Per contrastare il greenwashing, l’Italia introdurrà nuove regole a partire dal 27 settembre 2026. Le aziende non potranno più utilizzare claim ambientali generici come “eco”, “verde” o “sostenibile” senza dimostrare una prestazione ambientale riconosciuta. Saranno vietate anche le etichette di sostenibilità prive di sistemi di certificazione o di riconoscimento da parte di autorità pubbliche.
Le nuove disposizioni rafforzeranno anche le informazioni su durata, riparabilità e aggiornamenti software dei prodotti, con l’obiettivo di contrastare l’obsolescenza programmata e rendere più chiari i diritti dell’acquirente. La vigilanza sarà affidata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che applicherà le sanzioni previste per le pratiche commerciali scorrette.



