La Regione Lombardia ha presentato un nuovo modello di welfare inclusivo durante il Forum della sostenibilità sociale, tenutosi al Belvedere Berlusconi di Palazzo Lombardia. L’evento ha visto la partecipazione di importanti personalità, tra cui il presidente della Regione Attilio Fontana, il presidente della IX Commissione permanente Emanuele Monti e un videomessaggio del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Il forum ha rappresentato il punto culminante di un anno di lavoro e dialogo promosso dalla Fondazione della Sostenibilità Sociale, guidata da Adele Patrini. Durante l’incontro, sono stati discussi temi cruciali come l’impatto dell’intelligenza artificiale sul welfare, la gestione delle fragilità e l’importanza della scuola e del volontariato come pilastri dell’inclusione sociale.
Il Manifesto della Sostenibilità Sociale
Uno dei momenti salienti del forum è stata la presentazione del Manifesto della Sostenibilità Sociale un documento programmatico che delinea le proposte operative e le direttrici di sviluppo per promuovere modelli di salute e welfare più orientati ai bisogni reali delle persone. Il manifesto è il risultato di un intenso percorso di ascolto e dialogo che ha coinvolto vari attori del territorio.
Il presidente Fontana ha espresso grande apprezzamento per il percorso intrapreso, sottolineando la necessità di un’azione sinergica che parta dal territorio. “Per realizzare questa nuova impostazione – ha detto Fontana – che non si deve accontentare delle sole misure politiche e legislative, ma che ha bisogno di un coinvolgimento diretto, abbiamo bisogno di estendere il più possibile l’azione. Innanzitutto utilizzando le reti del volontariato e anche della scuola, perché è da lì che si dovrebbero iniziare ad acquisire questi valori e questi principi.”
Innovazione e inclusione: il ruolo delle nuove tecnologie
Nel corso dell’anno, una serie di workshop tematici ha affrontato nodi cruciali del panorama contemporaneo, come l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale. Questi strumenti stanno ridisegnando l’architettura dei sistemi di welfare, salute e inclusione, offrendo nuove opportunità per la cura e l’assistenza dei pazienti.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla promozione di stili di vita sani lungo tutto l’arco dell’esistenza, con un focus sulle nuove generazioni, l’invecchiamento e le fragilità. La Regione Lombardia ha anche sviluppato strategie per rispondere all’evoluzione demografica e all’aumento delle vulnerabilità sociali.
Collaborazioni internazionali
La Regione Lombardia ha dimostrato un forte impegno verso la sostenibilità sociale, uno dei tre pilastri dell’Agenda 2030 dell’ONU. Dal Manifesto sono partite numerose politiche regionali a supporto di famiglie, anziani e persone con disabilità. Inoltre, la Lombardia ha avviato collaborazioni internazionali, come il viaggio in Giappone dello scorso aprile per condividere strategie sulla longevità e la vita attiva.
“Regione Lombardia – ha evidenziato Monti – è l’unica Regione d’Italia ad aver creduto concretamente sulla sostenibilità sociale. Oggi abbiamo presentato la somma di questi interventi con il presidente Fontana e lanciamo anche azioni pratiche che svilupperemo sul territorio con comuni e imprese, oltre che a livello internazionale.”
Nuove opportunità di lavoro e sostenibilità
In un contesto di trasformazione sociale ed economica, la Regione Lombardia ha pubblicato una gara da 8,47 milioni di euro per affidare servizi di comunicazione, campagne istituzionali, organizzazione di eventi e catering. L’appalto è suddiviso in quattro lotti, con offerte da presentare entro il 4 settembre 2026.
I lotti includono manifestazioni fieristiche ed eventi istituzionali, campagne istituzionali e digitali, supporto alla comunicazione e all’informazione, e servizi di catering a Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli. La durata contrattuale per ogni lotto è di 21 mesi, con possibilità di proroga tecnica fino a 6 mesi in casi eccezionali.
Per i lotti 1, 3 e 4 sono previsti requisiti di sostenibilità sociale: gli aggiudicatari dovranno garantire una quota minima del 30% di occupazione giovanile e del 30% di occupazione femminile nelle assunzioni legate al contratto. Questo impegno verso la sostenibilità sociale rappresenta un passo significativo verso un futuro più inclusivo e partecipativo.



