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5 Luglio 2026

Juve Stabia, nuova gestione e piano tecnico: sostenibilità e progetto a lungo termine

La Juve Stabia avvia una fase di ricostruzione guidata dalla nuova proprietà: presentati gli uomini chiave, confermato il progetto tecnico e ribadita l’importanza del settore giovanile e della sostenibilità aziendale

Juve Stabia, nuova gestione e piano tecnico: sostenibilità e progetto a lungo termine

La Juve Stabia ha aperto un nuovo capitolo con la presentazione delle figure che guideranno il club: dal vicepresidente fino al nuovo allenatore, la linea è stata tracciata in maniera chiara e programmata. L’obiettivo dichiarato è trasformare la società in una realtà più solida dal punto di vista gestionale e sportivo, privilegiando la continuità e la valorizzazione delle risorse locali.

La fase di transizione è stata accompagnata da messaggi concreti sul modello aziendale parola d’ordine sostenibilità, attenzione al settore tecnico e volontà di costruire un percorso pluriennale. Le nomine operative e le prime indicazioni sul mercato mostrano un approccio che coniuga ambizione e prudenza.

Presentazione dello staff: nomi, ruoli e prime dichiarazioni

Durante la conferenza sono stati ufficializzati il vicepresidente Antonello Amabile, il responsabile del progetto e dell’area tecnica Vincenzo De Vito, il direttore sportivo Stefano Stefanelli e l’allenatore Pietro De Giorgio. Il vicepresidente ha sintetizzato la filosofia della nuova gestione richiamando l’attenzione sulla sostenibilità come principio guida: l’intento è quello di far crescere la Juve Stabia come impresa organizzata che sappia valorizzare il potenziale della città e creare un assetto aziendale stabile. Ha inoltre annunciato che a breve verranno completate le nomine dell’organigramma per dare certezze operative.

Le parole dei dirigenti e dell’allenatore

Il responsabile dell’area tecnica ha ribadito il ruolo centrale che avrà il lavoro sul vivaio: per lui è fondamentale bilanciare la crescita dei giovani con le esigenze della prima squadra, cercando un equilibrio tra programmazione e risultati. Il direttore sportivo ha raccontato di essere stato convinto dall’impostazione dei vertici e ha definito il mercato come uno strumento per costruire una rosa competitiva in linea con le idee dell’allenatore, mantenendo però il vincolo della sostenibilità economica. L’allenatore ha descritto il suo modello di gioco, improntato alle verticalizzazioni e alla ricerca di un calcio propositivo, esprimendo la speranza di instaurare un legame duraturo con la piazza e di potersi contare sulla partecipazione attiva dei tifosi.

Strategia societaria: riorganizzazione, settore giovanile e rapporti con la città

La nuova proprietà, rappresentata pubblicamente dal patron Alfredo Guerri, ha illustrato una strategia che privilegia la programmazione a medio-lungo termine. Il metodo adottato nelle prime settimane è stato quello dell’analisi approfondita: è stato fatto un inventario delle risorse e delle criticità per stabilire priorità d’intervento. La priorità tecnica è stata la definizione dell’area sportiva e dirigenziale, mentre il piano industriale prevede investimenti mirati sul marketing sulla comunicazione e sulla creazione di spazi commerciali legati al club.

Il ruolo del settore giovanile e la timeline degli investimenti

Per il nuovo management il settore giovanile è centrale: è stato espresso con chiarezza che risultati significativi arriveranno attraverso un lavoro strutturato e nel tempo, con previsioni operative che guardano a un orizzonte pluriennale. Sono stati annunciati aumenti di budget e interventi organizzativi per migliorare i processi formativi dei giovani calciatori: l’idea è sviluppare un vivaio che fornisca prima squadra e rappresenti anche una risorsa economica nel tempo.

Sul fronte delle infrastrutture, la società ha aperto un dialogo con il Comune per interventi di adeguamento dello stadio e degli impianti: non si parla di rivoluzioni immediate, ma di interventi di manutenzione e miglioramento per rendere la struttura più funzionale ai programmi sportivi e commerciali. Contemporaneamente è stata comunicata l’organizzazione del ritiro precampionato e l’imminente lancio della campagna abbonamenti, pensata con attenzione ai prezzi per favorire la partecipazione dei tifosi.

Mercato e governance: linee guida operative

Nell’ambito del mercato la linea indicata è stata chiara: nessuna vendita forzata dei calciatori di proprietà, con l’intento di consolidare l’organico e intervenire con innesti mirati dove necessario. Il direttore sportivo ha anticipato che la rosa vedrà movimenti sia in uscita che in entrata per adeguare la squadra alle esigenze tattiche dell’allenatore, ma la strategia rimane orientata alla costruzione graduale più che alla smobilitazione.

Dal punto di vista della governance, la proprietà ha sottolineato l’importanza di integrare il management esistente con nuove figure professionali, mantenendo tuttavia un modello decisionale condiviso all’interno del gruppo. È stata esplicita la critica alla gestione precedente definita fallimentare nei suoi esiti, e la volontà di non limitarsi a soluzioni tampone ma di avviare una vera ristrutturazione aziendale per garantire continuità e crescita.

In chiusura, la nuova dirigenza ha ringraziato chi ha collaborato nelle fasi iniziali e ha rivolto un appello alla tifoseria per accompagnare il progetto: la società si propone di dare alla città una squadra competitiva e un’organizzazione moderna, puntando su rigore gestionale, sviluppo del vivaio e attenzione al rapporto con il pubblico locale.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.