Il Phygital Sustainability Expo® torna a Roma per la sua settima edizione: l’appuntamento si è svolto il 4 e 5 giugno ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperialiriunendo rappresentanti del governo, istituzioni europee, mondo accademico, centri di ricerca e imprese. Organizzata dalla Sustainable Fashion Innovation Societypresieduta da Valeria Manganie co-promossa con il Parlamento europeola Commissione europea e la Sapienza Università di Romal’iniziativa ha voluto collocare la sostenibilità al centro dell’agenda industriale e culturale italiana.
Due giornate che hanno alternato tavole rotonde, interviste, una sfilata e la cerimonia di un premio nazionale: temi come economia circolareefficienza energeticasalute pubblicacertificazioni di prodotto e export sono stati affrontati con l’obiettivo di trasformare la sostenibilità in una infrastruttura produttiva misurabile.
Apertura culturale e partecipazione delle istituzioni
La manifestazione si è aperta con una riflessione sul carattere culturale della sostenibilità: non solo norme tecniche ma una vera e propria visione del mondo che deve guidare la trasformazione industriale italiana. Tra i partecipanti al primo panel figuravano il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Cirianiil presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conteil direttore Italo Bocchinol’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato e l’assessore alla Cultura della Regione Simona Renata Baldassarre. L’intervista esclusiva a Giuseppe Conte ha richiamato l’attenzione sulle politiche già avviate in passato, incluse le misure sul Superbonusil PNRR e l’istituzione del Ministero della transizione ecologicaelementi che hanno reso la transizione ecologica parte dell’agenda di governo.
Accordi tecnici e salute nelle filiere
Nel corso dell’evento è stato annunciato un accordo di collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità e la Sustainable Fashion Innovation Societyvolto a integrare criteri di salute pubblicasostenibilità e innovazione nelle filiere produttive. L’intervento dell’ISS ha rimarcato come contaminanti, microfibre e sostanze pericolose richiedano protocolli di controllo certi per qualificare un prodotto come davvero sostenibile.
Made in Italy misurabile: filiere, dati e certificazioni
Uno dei temi ricorrenti è stato il concetto che il valore di un prodotto italiano sarà sempre più legato alla qualità dei dati che lo accompagnano: origine dei materiali, impatto ambientale lungo il ciclo di vita, e riconoscimenti di certificazione. La scelta dei Mercati di Traiano come sede ha sottolineato il legame tra patrimonio culturale e metodo produttivo: un luogo storico dove la bellezza diventa elemento misurabile e non solo estetico.
L’agenda dell’Expo ha coperto otto ambiti concreti, tra cui saluterifiutimanifatturafinanza e exportcon il chiaro intento di mettere insieme chi formula le regole, chi le applica e chi deve dimostrare conformità tecnica per accedere a mercati e finanziamenti.
Interventi su rifiuti e investimenti regionali
Durante il panel dedicato al ciclo dei rifiuti l’assessore della Regione Lazio Fabrizio Ghera ha dichiarato che la giunta regionale ha quadruplicato gli investimenti per la raccolta differenziata negli ultimi due anni e mezzo, con risorse pari a 18 milioni di euro destinate ai comuni e ulteriori 21 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti di gestione. Ghera ha sottolineato la necessità di estendere il supporto ai territori per chiudere il ciclo dei rifiuti, segnalando tuttavia il ritardo ancora presente a livello di Roma Capitale.
Eventi pubblici: sfilata e premio per il Made in Italy sostenibile
Tra gli appuntamenti pubblici, la Sfilata Narrata® si è svolta il 4 giugno alle ore 20:30 ai Mercati di Traiano, concepita come una dimostrazione pratica di come il capo possa essere accompagnato da una scheda tecnica che ne attesti origine, materiali e impatto. Il 5 giugno, alle ore 9:30 nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stata celebrata la cerimonia del Premio Made in Italy Sostenibile MIMIT-SFISconsegnato dal ministro Adolfo Urso a personalità del settore tra cui Brunello CucinelliBarbara CimminoMatteo Marzotto e Stephan Winkelmann.
Nel complesso, l’evento ha inteso spostare la sostenibilità dal piano retorico a quello operativo: un processo in cui certificazionidati verificabili e investimenti pubblici diventano le leve per rendere il Made in Italy competitivo su scala internazionale.



