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29 Giugno 2026

Tre sviluppi sull’agrovoltaico: sentenza, impianto pilota e opposizione locale

Tre vicende che incrociano giustizia amministrativa, sperimentazione tecnologica e reazioni locali: il Tribunale amministrativo di Bolzano annulla criteri restrittivi, a Serralunga di Crea parte il pilota BioOrto ElettroAttivo mentre nella Maremma una lista civica si oppone a un mega-impianto

Tre sviluppi sull’agrovoltaico: sentenza, impianto pilota e opposizione locale

Negli ultimi sviluppi legati all’agrivoltaico emergono tre filoni distinti ma interconnessi: una pronuncia del tribunale amministrativo che dichiara illegittimi limiti provinciali, l’avvio di un impianto pilota che integra fotovoltaico semitrasparente e orticoltura bioattiva, e la forte opposizione politica locale a un grande progetto in Maremma. Questi episodi mettono in luce le tensioni tra transizione energetica tutela del paesaggio e pratiche agricole sostenibili.

Le questioni spaziano dal profilo giuridico-amministrativo ai modelli tecnici replicabili, fino al conflitto pubblico-amministrativo nelle comunità locali: tre racconti utili per comprendere come l’energia rinnovabile incroci scelte territoriali, innovazione e partecipazione civica.

TRGA Bolzano: annullata la disciplina che fissava quote e pendenze

Il Tribunale regionale amministrativo di Bolzano, con la sentenza n. 131/2026, ha accolto un ricorso contro una norma provinciale che autorizzava installazioni agrivoltaiche solo su terreni posti entro 75 metri dalla quota dei fiumi Adige e Isarco e con pendenza non superiore al 10%. Il ricorrente aveva contestato che tali soglie avrebbero escluso ampie superfici agricole senza un’adeguata documentazione tecnica.

Secondo il giudice, la Provincia aveva indicato criteri molto selettivi ma non aveva allegato negli atti studi, dati o istruttorie che giustificassero la scelta dei valori numerici adottati. La mancata produzione di elementi tecnici ha reso impossibile verificare la ragionevolezza e la proporzionalità dei limiti, determinando l’annullamento in quelle parti del regolamento per eccesso di potere.

Implicazioni per la pianificazione delle FER

La decisione solleva questioni pratiche per le amministrazioni locali: stabilire vincoli alla localizzazione delle fonti energetiche rinnovabili richiede documentazione tecnico-scientifica che dimostri l’effettiva necessità delle restrizioni. In assenza di tali elementi, i criteri localizzativi rischiano di essere considerati arbitrari e quindi annullabili.

BioOrto ElettroAttivo a Serralunga di Crea: piccolo pilota, grande modello

A Serralunga di Crea è stato inaugurato il progetto pilota denominato BioOrto ElettroAttivo frutto della collaborazione tra imprese e partner scientifici. L’impianto combina una copertura agrivoltaica semitrasparente di circa 190 m2 con un orto bioattivo sottostante di 200 m2, sfruttando 84 moduli bifacciali e una potenza installata di 25,6 kWp per una produzione attesa intorno a 33,8 MWh/anno.

Il modello punta a dimostrare che un singolo spazio può fornire energia elettrica, creare un microclima favorevole alle colture e valorizzare la qualità nutrizionale dei prodotti attraverso pratiche di orticoltura bioattiva. Una delle colonnine per la ricarica elettrica sul sito verrà alimentata direttamente dall’impianto, mostrando come l’integrazione tra produzione agricola e servizi energetici possa avere ricadute concrete sul territorio.

Replicabilità e rete di partner

Concepito come modello modulare e replicabile, il progetto è pensato per aziende agricole, scuole, aree industriali e comunità energetiche rinnovabili. Il percorso progettuale, avviato nel 2026 e consolidato con accordi siglati durante l’edizione 2026 di una fiera internazionale del settore, coinvolge partner tecnici e accademici per validare il modello “chiavi in mano” e facilitarne la diffusione.

Opposizione a Castiglione della Pescaia: 26 ettari in discussione alle Collacchie

Nella Maremma grossetana un progetto proposto su 26 ettari lungo la Strada Provinciale delle Collacchie ha scatenato la netta contrarietà della lista civica locale, che ha denunciato il possibile “sfregio” al paesaggio. Il piano prevede un impianto da 17,80 MW con circa 24.000 pannelli: numeri che, secondo il movimento, trasformerebbero un’area di pregio rurale e turistico in una distesa fotovoltaica senza adeguata pianificazione comunale.

I rappresentanti della lista civica hanno ribadito che l’adesione alle rinnovabili non è in discussione, ma che serve un piano comunale che identifichi le aree idonee e tuteli i luoghi di pregio. Contestano inoltre la modalità con cui il progetto è stato depositato, denunciando carenze di trasparenza e l’assenza di coinvolgimento delle sedi istituzionali e della cittadinanza.

Questa controversia evidenzia la necessità di bilanciare obiettivi energetici con la partecipazione pubblica e la tutela paesaggistica, oltre all’importanza di strumenti di governance che definiscano aree compatibili per impianti di grande scala.

Nel complesso, le tre vicende mostrano che la diffusione dell’agrivoltaico passa non solo dalla tecnologia, ma anche da decisioni amministrative supportate da istruttorie solide e da processi partecipativi efficaci.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.