Le recenti ondate di calore, le siccità prolungate e le gelate tardive stanno mettendo a dura prova la viticoltura tradizionale in Lombardia. Per rispondere a queste sfide, agricoltori e ricercatori hanno avviato VitiSilvA, un’iniziativa che combina agroforestazione e gestione sostenibile del territorio per rendere i vigneti più resistenti.
Finanziato dal Complemento per lo Sviluppo Rurale della Regione Lombardia e coordinato dallo Studio Agronomico Sata, il progetto coinvolge sei aziende storiche della Franciacorta e dell’Oltrepò Pavese. L’obiettivo è generare conoscenze scientifiche applicabili a tutta la filiera vitivinicola lombarda, dimostrando che la presenza di alberi, siepi e aree boschive può mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
Obiettivi scientifici e metodologie sperimentali
VitiSilvA intende valutare, su base scientifica, come la vegetazione arborea influisca sul microclima dei vigneti, sulla riserve d’acqua del suolo e sulla biodiversità del territorio. I ricercatori monitoreranno lo sviluppo delle radici della vite, le temperature delle chiome e delle gemme, nonché la maturazione delle uve. Strumenti avanzati, come le finestre di osservazione del sottosuolo, consentiranno di analizzare la competizione per l’acqua tra radici di vite e di alberi.
Il ruolo delle università e del professor Lorenzo Rossi
Sotto la guida scientifica del professor Lorenzo Rossi dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, il team di ricerca raccoglierà dati su carbonio immagazzinato, capacità di ritenzione idrica e composizione della fauna microbica. I risultati saranno confrontati con le pratiche tradizionali per identificare le configurazioni più vantaggiose.
Le sei cantine protagoniste e le loro motivazioni
Le aziende partecipanti – Corte Bianca, Mosnel, Villa Franciacorta, Azienda Agricola Frecciarossa, Cordero San Giorgio e Tenuta Mazzolino – mettono a disposizione vigneti caratterizzati da diverse tipologie di suolo e topografia. Questo «campo di prova» permetterà di verificare se le soluzioni adottate siano trasferibili a contesti eterogenei.
Franciacorta: Corte Bianca, Mosnel e Villa Franciacorta
Corte Bianca, immersa in un contesto boschivo, utilizzerà il progetto per studiare le sinergie tra vigneto, architettura paesaggistica e produzione a basso impatto ambientale. Mosnel, azienda con una lunga tradizione, vuole preservare le rive, le bordure e le capezzagne, considerandole patrimonio naturale da tutelare. Villa Franciacorta, invece, si concentrerà sulla convivenza tra vigneti, boschi e aree naturali, con l’obiettivo di coniugare innovazione e tradizione.
Oltrepò Pavese: Frecciarossa, Cordero San Giorgio e Tenuta Mazzolino
Frecciarossa studierà l’effetto degli alberi su varietà sensibili come il Pinot Nero, puntando a mitigare gli stress climatici e a valorizzare l’esperienza di ospitalità della cantina. Cordero San Giorgio contribuirà al confronto tra le diverse realtà vitivinicole, arricchendo il dibattito tecnico. Tenuta Mazzolino vede in VitiSilvA un’occasione per rafforzare una gestione del vigneto che coniuga qualità del vino e salvaguardia del territorio, diffondendo le pratiche innovative tra gli altri produttori dell’area.
Il finanziamento, superiore a 390.000 euro, coprirà attività di monitoraggio, analisi del suolo, mappatura della vegetazione e la redazione di un documento tecnico destinato a produttori, consorzi di tutela e operatori del sistema di innovazione agricola. Come ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Alessandro Beduschi, “l’innovazione è il vero distintivo per le nostre imprese in un mercato internazionale sempre più competitivo”. Il progetto VitiSilvA, quindi, si propone come un laboratorio di ricerca applicata capace di tradurre i risultati scientifici in pratiche concrete per una viticoltura lombarda più sostenibile e resiliente.



