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8 Giugno 2026

Phygital Sustainability Expo a Roma: istituzioni, imprese e ricerca a confronto

Dal 4 al 5 giugno Roma ospita il Phygital Sustainability Expo, un evento che riunisce istituzioni, imprese e mondo della ricerca per discutere di sostenibilità e competitività

Phygital Sustainability Expo a Roma: istituzioni, imprese e ricerca a confronto

Roma si prepara a ospitare un evento di rilievo internazionale: dal 4 al 5 giugno 2026, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali accoglieranno la VII edizione del Phygital Sustainability Expo®noto anche come Stati Generali Europei sulla Cultura della Sostenibilità. Promosso dalla Sustainable Fashion Innovation Society e presieduto da Valeria Manganil’evento vedrà la partecipazione di istituzioni europee, governo italiano, imprese e università.

L’iniziativa, co-organizzata con il Parlamento Europeola Commissione europea e la Sapienza Università di Romasi concentrerà su temi cruciali come culturasaluteambienteeconomia circolaremanifatturafinanzageopoliticaexport e innovazione sostenibile.

I protagonisti dell’evento

Tra gli ospiti istituzionali di spicco figurano il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajaniil ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderoneil ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Cirianila vicepresidente del Parlamento europeo Pina Piciernoil presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e Angelo Bonellileader di Alleanza Verdi e Sinistra. Inoltre, sono previsti i messaggi di saluti istituzionali del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e del ministro per le Riforme costituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Tra i momenti salienti dell’evento, la sottoscrizione di un accordo di collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità e la Sustainable Fashion Innovation Society sui temi della salute, della sostenibilità e dell’innovazione nelle filiere produttive. Inoltre, il 4 giugno alle ore 20.30 è prevista la Sfilata Narrata® ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali.

Il Premio Made in Italy Sostenibile

Il 5 giugno, alle ore 9.30, presso la Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si terrà la cerimonia del Premio Made in Italy Sostenibile MIMIT-SFIS. Il premio sarà conferito dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a Brunello CucinelliBarbara CimminoMatteo Marzotto e Stephan Winkelmann.

Il dibattito sull’ETS europeo

Un tema centrale del dibattito sarà il sistema ETS europeoche dal 2013 ha incassato 245 miliardi di euro attraverso le aste di quote di emissione. Questo sistema copre circa il 40% delle emissioni dell’Unione Europea e coinvolge oltre 10.000 impianti industriali. Sebbene le emissioni industriali siano calate del 14-16% tra il 2005 e il 2026, il dibattito si concentra sui costi per la competitività del manifatturiero europeo.

Veronica Piteapresidente di ACEPERl’associazione che riunisce produttori e consumatori di energia rinnovabile, ha sottolineato che “la Cina costruisce, l’America investe con sussidi e incentivi, l’Europa tassa”. Questo approccio diverso ha conseguenze dirette sulle imprese europee, che devono tagliare le emissioni del 43% entro il 2030 rispetto al 2005.

Uno studio del Centro Jean Monnet dell’Università Statale di Milano ha rivelato che tra il 2008 e il 2014 l’industria pesante del continente ha generato oltre 24 miliardi di euro di profitti dall’implementazione dell’EU ETS, di cui circa 15,3 miliardi riconducibili all’aumento dei prezzi scaricato sui consumatori finali. Questo meccanismo, pensato per internalizzare i costi ambientali, ha finito per trasferire l’onere a valle, colpendo PMI e famiglie.

Le sfide del carbon pricing

Il dibattito romano ha evidenziato tre direttrici principali. La prima riguarda il CBAMil meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere che l’UE sta progressivamente attivando. “Far funzionare il CBAM per evitare il carbon leakage” ha precisato Pitea. Il dazio climatico dovrebbe livellare il campo di gioco imponendo un costo equivalente anche alle importazioni, ma la sua efficacia reale dipenderà dalla capacità di applicarlo senza scatenare ritorsioni commerciali o favorire aggiramenti burocratici.

La seconda direttrice riguarda il reinvestimento integrale dei proventi ETS. “Destinare integralmente le risorse di quote e sanzioni ETS a incentivi per innovazione, efficientamento energetico e rinnovabili” ha rivendicato Pitea. Questa proposta trova eco in diversi ambienti istituzionali di Bruxelles, dove si discute già di vincolare una quota crescente dei ricavi a fondi dedicati alla transizione industriale.

Infine, il metodo. La transizione ecologica non si realizzerà se verrà percepita esclusivamente come un costo. “La sostenibilità non può essere un gioco a somma zero” ha tagliato corto Pitea, aggiungendo che “una transizione percepita solo come tassa o impoverimento produce rifiuto e polarizzazione”. Lo scetticismo crescente verso le politiche climatiche europee non è un fenomeno sociologico astratto, ma attraversa fasce intere della popolazione e del mondo imprenditoriale.

L’impatto sulla filiera della mobilità è immediato e concreto. Il settore automotive europeo, già stretto tra la transizione all’elettrico e il phase-out dei motori endotermici, opera in un contesto dove i costi energetici risentono pesantemente del prezzo del carbonio. I concorrenti cinesi, che dominano la catena del valore delle batterie, beneficiano di sussidi statali generosi e di un sistema ETS nazionale ancora embrionale, con prezzi per tonnellata di CO2 incomparabilmente più bassi.

I prossimi cinque anni saranno decisivi. L’obiettivo del meno 43% di emissioni ETS entro il 2030 richiede un’accelerazione senza precedenti. Se i proventi del sistema verranno effettivamente reindirizzati verso la decarbonizzazione industriale, e se il CBAM riuscirà a proteggere i produttori europei dalla concorrenza asimmetrica, il carbon pricing potrebbe trasformarsi da freno a catalizzatore. L’alternativa? Un’industria europea più pulita ma più piccola, in un mondo dove la partita della manifattura verde si vince con gli investimenti. Non con le tasse.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.